30 anni di Löwengang

I Lageder festeggiano il compleanno a Milano

Giorni fa, a Milano, precisamente al ristorante Aromando Bistrot, ho avuto il piacere di partecipare a una festa di compleanno molto speciale, organizzata da Alois e Clemens Lageder, che hanno accolto gli ospiti intervenuti con l’inconfondibile gentilezza che contraddistingue l’ospitalità altoatesina.
La festeggiata era la linea LöwengangChardonnay e Cabernet – che nel 2017 compie trent’anni. La stessa età peraltro della sesta generazione Alois Clemens che da ormai due anni affianca il papà della gestione dell’azienda di famiglia. Appassionato trentenne, cresciuto insieme con questi due vini, condividendo con loro le stesse “annate”, Clemens ha aperto le danze della degustazione celebrativa, verticale di Chardonnay e prove di botte di Cabernet, chiusa alla fine con la presentazione in anteprima dei vini dell’anniversario “30 anni Löwengang Chardonnay” e “30 anni Löwengang Cabernet”.

Ma andiamo con ordine. Prima parliamo un po’ del Löwengang. Il nome della linea, si può dire più rappresentativa dei Lageder, deriva dal podere di proprietà della famiglia dal 1934 che si trova proprio a Magrè. I vigneti da cui derivano il Cabernet e lo Chardonnay barricato – quest’ultimo primo esempio di vino bianco diventato famoso al di fuori della regione e che aiutò molto l’Alto Adige a diventare apprezzato in Italia e nel mondo per la produzione dei bianchi – sono distribuiti all’interno del paese su pareti di dolomia con buon tenore calcareo, a una quota di 210-240 m s.l.m. L’Ora (vento proveniente dal lago di Garda) di giorno e correnti fresche notturne della gola di Favogna rendono l’habitat particolarmente favorevole per queste due varietà. Qui nel podere Löwengang si trovano viti di 140 anni, tra le più antiche della regione, da cui proviene proprio il Cabernet dell’anniversario assaggiato a chiusura della degustazione. Per di più, scopriamo anche che nel 1885 l’allora proprietario Conte Melchiori, quando piantò le barbatelle di Cabernet, mise inconsapevolmente a dimora anche del Carménère.

E poi nel 1981 ci fu la svolta. Robert Mondavi visitò la tenuta, vide grande potenziale ancora inespresso e stimolò così il vignaiolo di Magrè a fare un – ai tempi – discusso cambio di rotta. “I suoi suggerimenti furono determinanti per la scelta di usare piccole botti di rovere, di ridurre le rese per ettaro e di lasciar affinare i vini bianchi sui lieviti per periodi prolungati”, ci racconta Lageder senior. Con queste premesse nel 1984 nacquero i primi due Löwengang.

Iniziamo a degustare. Si comincia con due annate storiche di Löwengang Chardonnay:

1992, o meglio definito “chi ha detto che i bianchi non invecchiano?”. Ancora bellissimo. Presenta la saggezza dell’età avanzata, conservando tutto il vigore di un giovane adulto. Possente, strutturato. Minerale e sapido. Un trionfo di frutta e morbidezza. Si inizia bene, dunque.

1996. Elegante e composto. Note agrumate, mineralità e sapidità piacevoli.

2004. Annata certamente favorevole. Eccellente, si prevedono grande freschezza, bella acidità e sapidità ancora per un bel po’. Frutta, fiori, vaniglia, tostatura. Di corpo, morbido. Decisamente lungo.

2010. Altra bell’annata calda. Fine al naso, intenso e complesso. Ancora note agrumate delicate. In bocca, equilibrio tra morbidezza e grande freschezza e sapidità, che si sentono. Robusto. Bel potenziale.

 – 2014. Un nuovo team in cantina, si sente il cambio di mano. Un team giovane e capace, che ha voglia di provare e sperimentare. Il legno nuovo diventa meno del 10%, il restante è di 2°/3° passaggio. L’annata non è stata delle migliori, il vino si presenta elegante e composto. Si sentono fiore, agrume, mandorla e tostatura. Acidità e freschezza non mancano di certo.

La verticale si chiude con il 30 anni Löwengang Chardonnay, il “vino sorpresa”, prodotto in edizione limitata, circa 2.500 bottiglie. Si tratta di un assemblaggio delle annate 2013, 2014 e 2015, con una maggior percentuale della 2014. Ognuna delle tre annate è maturata sui propri lieviti in barrique fino al momento dell’assemblaggio, quindi la 2013 per tre anni. Il tutto acquista ulteriore fascino perché si tratta di annate molto diverse tra loro: la 2013 è stata variabile, la 2014 un po’ più fredda, mentre la 2015 è stata molto calda. L’“esperimento“ è molto ben riuscito: naso intenso e inebriante, fiori e frutta freschi. Bella complessità, morbido e sapido. Di corpo e persistente. Molto bello.

L’incontro con i Lageder prosegue con un gioco: una degustazione alla cieca delle due componenti, prove di botte, del “30 anni Löwengang Cabernet”: un vino proveniente da viti di 140 anni e uno proveniente da piante giovani (15 anni) riprodotte con selezione massale e che portano in sé quindi il DNA di quelle vecchie. La saggezza, la struttura e l’armonia del vino “vecchio“ sono risultate inconfondibili ai più, giù la maschera. La degustazione si chiude quindi trionfalmente con il Cabernet celebrativo dei 30 anni, che sarà in commercio all’inizio della prossima primavera.
VF

 

 

 

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


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