Anonimo 04

Curvo sul ferro il patriarca Noè tutto grondante di sudore era intento a rompere le dure zolle. A un tratto Satana gli apparve e disse: “Quale nuovo lavoro intraprendi? Qual nuovo frutto speri tu di trarne?”.
“Pianto la vite”, rispose il patriarca.
“La vite? Superba pianta! Stupendo frutto! Gioia e delizia degli uomini! Il tuo lavoro è grande! Vuoi che aggiunga l’opera mia? Il tuo lavoro diverrà perfetto”.
Il patriarca allora accettò. Satana corse, afferrò una mansueta pecora, la sgozzò ed innaffiò con il dolce sangue le zolle: da questo viene che colui il quale liba leggermente il liquore della vite è come la pecora, d’animo mansueto e di pensieri benevoli e dolci. Satana proseguì la sua opera ed afferrato un leone lo squarciò. Il sangue zampillò ed inondò le zolle: da questo avviene che colui il quale beve alquanto oltre l’usato, come un leone si sente pieno di vigore e gli spiriti si inorgogliscono. Poi Satana ghermì un porco, l’uccise ed insozzò le zolle con il suo sangue impuro. Da questo avviene che colui il quale tracanna smodatamente il succo dell’uva si ravvoltola in mezzo alle sozzure, come un maiale nel fango.

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


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