Asti spumante – Moscato d’Asti

Disciplinare di produzione
della Denominazione di Origine
Controllata e Garantita “Asti”
DM 29 novembre 1993 (modificato dal DM 14 agosto 1995)
GURI n. 287 del 7 dicembre 1993

articolo 1

La denominazione di origine controllata e garantita “Asti” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione; in particolare:
a) la denominazione “Asti” senza altra indicazione o accompagnata dalla specificazione spumante (“Asti” o “Asti Spumante”) è riservata alla tipologia di vino spumante;
b) la denominazione “Asti” obbligatoriamente preceduta dalla specificazione Moscato (“Moscato d’Asti”) è riservata al vino bianco non spumante.

articolo 2
I vini a denominazione di origine controllata e garantita “Asti” devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti esclusivamente dal vitigno Moscato bianco.

articolo 3
La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita “Asti” è delimitata come segue:
in Provincia di Asti l’intero territorio dei comuni di Bubbio, Calamandrana, Calosso, Canelli, Cassinasco, Castagnole Lanze, Castel Boglione, Castelletto Molina, Castelnuovo Belbo, Castel Rocchero, Cessole, Coazzolo, Costigliole d’Asti, Fontanile, Incisa Scapaccino, Loazzolo, Maranzana, Mombaruzzo, Monastero Bormida, Montabone, Nizza Monferrato, Quaranti, San
in Provincia di Cuneo l’intero territorio dei comuni di Camo, Castiglione Tinella, Cossano Belbo, Mango, Neive, Neviglie, Rocchetta Belbo, Serralunga d’Alba, Santo Stefano Belbo, Santa Vittoria d’Alba, Treiso, Trezzo Tinella, Castino, Perletto e le frazioni di Corno e San Rocco Seno d’Elvio del comune di Alba;
in Provincia di Alessandria l’intero territorio dei comuni di Acqui Terme, Alice Bel Colle, Bistagno, Cassine, Grognardo, Ricaldone, Strevi, Terzo e Visone.

articolo 4
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita di cui all’articolo 2 devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve, al mosto e al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerare idonei, ai fini dell’iscrizione all’albo di cui all’articolo 10 della legge 164/1992, unicamente i vigneti ubicati su dossi collinari soleggiati, preferibilmente calcarei, o calcareo-argillosi, con l’esclusione dei vigneti impiantati su terreni di fondo valle o pianeggiarti, leggeri o umidi.
I sesti di impianto, le forme di allevamento (in controspalliera) e i sistemi di potatura (corti, lunghi e misti) devono essere quelli generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche dell’uva, del mosto e del vino.
È vietata ogni pratica di forzatura.
La resa massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata per la produzione dei vini della denominazione di origine controllata e garantita di cui all’articolo 1 non deve essere superiore a quintali 100, pari a un massimo di 75 ettolitri di vino per ettaro.
A detto limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la produzione dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché quella globale del vigneto non superi dei 20% il limite medesimo.
I vigneti di nuova iscrizione all’albo od oggetto di reimpianto dovranno essere composti da un numero di ceppi a ettaro, calcolati sul sesto di impianto, non inferiore a quattromila.
La Regione Piemonte, con proprio decreto, può modificare di anno in anno, prima della vendemmia, il limite massimo di produzione delle uve per ettaro per la produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita di cui all’articolo 1 fissando un limite inferiore a quello stabilito dal presente disciplinare, ai sensi della legge n.164/1992, dandone comunicazione immediata al ministero delle Risorse agricole, alimentari e forestali, al Comitato nazionale per la tutela e valorizzazione delle denominazioni di origine dei vini e alle Camere di commercio competenti per territorio.
Le uve devono assicurare, anche attraverso una preventiva cernita, un titolo alcolometrico volumico minimo naturale del 9% per il vino “Asti Spumante” e del 10% per il “Moscato d’Asti”.
Tuttavia nelle annate con condizioni climatiche sfavorevoli saranno considerate idonee anche le uve che assicurino al vino “Moscato d’Asti” un titolo alcolometrico volumico minimo naturale del 9,5%.
La Regione Piemonte è delegata ad accertare la sussistenza per le zone delimitate all’articolo 3, delle condizioni di annata climatica sfavorevole e ad autorizzare, entro il 15 settembre di ogni annata considerata tale, quanto disposto dal precedente comma. La Regione Piemonte inoltre, di anno in anno, su richiesta del consorzio volontario di tutela o del consiglio interprofessionale di cui agli articoli 19 e 20 della legge n. 164/1992, può stabilire, prima della vendemmia, il livello di acidità, il profilo e il contenuto aromatico minimi delle uve.

articolo 5
Le operazioni di ammostamento delle uve per la produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita di cui all’articolo 1 devono essere effettuate nell’ambito della circoscrizione territoriale delle province di Alessandria, Asti e Cuneo.Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche locali, leali e costanti, tra cui in particolare: cernita delle uve quando necessario, eventuale diraspatura dei grappoli e loro normale pressatura, formazione in vasche della cosiddetta coperta e aggiunta al mosto di coagulanti e chiarificanti nelle dosi consuetudinarie e comunque nei limiti previsti dalle leggi, conseguente decantazione del mosto seguita da filtrazioni o centrifugazioni dello stesso, refrigerazioni, anche conseguenti a fermentazioni atte a ottenere il giusto rapporto fra alcol effettivo e zuccheri residui, sino al momento della presa di spuma per il vino o “Asti Spumante” e fino al momento dell’imbottigliamento per il “Moscato d’Asti”.
La resa massima di uva in vino per la produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita di cui all’articolo 1 non deve essere superiore al 75%.
Eventuali eccedenze non avranno diritto alla denominazione di origine controllata e garantita.
L’aumento del titolo alcolometrico, volumico naturale del mosto o del vino destinato alla produzione del vino a denominazione di origine controllata e garantita “Moscato d’Asti”, deve essere ottenuto esclusivamente mediante aggiunta di mosto concentrato di uve Moscato bianco prodotte in Piemonte, o di mosto concentrato rettificato.
La partita destinata alla spumantizzazione per la produzione del vino a denominazione di origine controllata e garantita “Asti Spumante”, da effettuarsi con il metodo della fermentazione naturale in autoclave o in bottiglia, deve essere ottenuta da mosti aventi le caratteristiche di cui al presente disciplinare.
Il processo di lavorazione per la presa di spuma, compreso il periodo di affinamento, non può avere una durata inferiore a mesi uno.
Le operazioni di elaborazione, di presa di spuma e di stabilizzazione, nonché le operazioni di imbottigliamento e di confezionamento dei vini Docg “Moscato d’Asti”, e “Asti Spumante”, devono essere effettuate nel territorio delle province di Alessandria, Asti, Cuneo e nella frazione Pessione del comune di Chieri in provincia di Torino.
È facoltà del ministero delle Risorse agricole, alimentari e forestali di consentire che le suddette operazioni di preparazione siano effettuate in stabilimenti situati nel territorio della provincia di Milano o nel restante territorio di quella di Torino, a condizione che in detti stabilimenti le ditte interessate producano da almeno 10 anni prima dell’entrata in vigore del Dpr 12 luglio 1963, n. 930, “Asti Spumante” e “Moscato d’Asti”.
È vietata per i vini Docg di cui all’articolo 1 la gassificazione artificiale, parziale o totale, e per la loro conservazione è vietata l’aggiunta di qualsiasi antifermentativo anche se tali pratiche sono consentite a titolo generale dalle vigenti norme comunitarie e nazionali.
È consentito che il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Moscato d’Asti”, rivendicato come tale al momento della denuncia annuale di produzione, possa essere destinato entro il 30 giugno successivo alla vendemmia all’elaborazione della denominazione di origine controllata e garantita “Asti Spumante”, qualora corrisponda alle caratteristiche previste dal presente disciplinare. È vietata 1’operazione inversa.
La Regione Piemonte, sentite le organizzazioni di categoria interessate, può stabilire, con opportune metodologie, ivi compresa la pesatura delle uve, controlli sia quantitativi sia qualitativi delle uve, anche in vigneto, dei mosti e dei vini sfusi o imbottigliati atti a fregiarsi della denominazione di origine controllata e garantita di cui all’articolo 1.

articolo 6
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Moscato d’Asti”, all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
– limpidezza: brillante;
– colore: paglierino più o meno intenso;
– odore: caratteristico, fragrante;
– sapore: dolce, aromatico, caratteristico, talvolta vivace o frizzante;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11% di cui svolto compreso nei limiti dal 4,5% al 6,5%;
– acidità totale minima: 5 per mille;
– estratto secco netto minimo: 15 per mille;
– pressione e C02 fino a 1,7 bar.
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Asti Spumante” all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
– limpidezza: brillante;
– odore: caratteristico, spiccato, delicato;
– sapore: aromatico, caratteristico, delicatamente dolce, equilibrato;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12% di cui svolto compreso nei limiti dal 7% al 9,5%;
– acidità totale minima: 5 per mille;
– estratto secco netto minimo: 17 per mille.
È facoltà dei ministro delle Risorse agricole, alimentari e forestali, su specifica richiesta del consorzio volontario di tutela o del consiglio interprofessionale di cui agli articoli 19 e 20 della legge n. 164/1992 e qualora ciò sia richiesto da esigenze mercantili di Paesi esteri, consentire lievi varianti ai parametri di cui ai commi precedenti.
I soggetti che intendono porre in commercio, a partire dalla vendemmia 1995, i vini a denominazione di origine controllata “Asti”, sono tenuti ad adeguarsi alle disposizioni previste dagli articoli 4, 5 e 6 del disciplinare di produzione dei vini di cui trattasi riportati nel testo annesso entro quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto.

articolo 7
Nella designazione e presentazione dei vini a denominazioni di origine controllata e garantita “Asti” o “Asti Spumante” e “Moscato d’Asti” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi superiore, riserva, extra, fine, selezionato, gran e similari.
Nella designazione della denominazione di origine controllata e garantita “Asti Spumante”, o “Asti” è altresì vietato l’uso di indicazioni geografiche che facciano riferimento a comuni, frazioni, zone, sottozone e vigne comprese nella zona di produzione di cui all’articolo 3.
Nella designazione della denominazione di origine controllata e garantita “Moscato d’Asti” è invece consentito l’uso delle indicazioni geografiche di cui al comma precedente purché le uve provengano totalmente dalle corrispondenti aree geografiche o toponomastiche alle condizioni previste dal decreto ministeriale 22 aprile 1992.
È inoltre consentito nella designazione dei vini Docg “Asti” o “Asti Spumante” e “Moscato d’Asti” l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
Le indicazioni tendenti a specificare l’attività agricola dell’imbottigliato, e quali “viticoltore”, “tenuta”, “fattoria”, “podere”, “cascina” e altri termini similari sono consentite in osservanza delle disposizioni Cee e nazionali in materia.
È consentita l’indicazione dell’annata di produzione delle uve, purché veritiera e documentabile.

articolo 8
In ottemperanza all’articolo 13 della legge n. 164/92 i vini di cui all’articolo 1 per l’utilizzazione della rispettiva denominazione di origine controllata e garantita devono superare l’esame chimico-fisico e organolettico da effettuarsi su richiesta degli interessati presso le Camere di commercio competenti per territorio.
Per l’esame chimico-fisico e organolettico, le Camere di commercio possono avvalersi delle strutture di altre istituzioni, enti e consorzi volontari di tutela che dispongono delle necessarie attrezzature, all’uopo autorizzati.
I vini a denominazione di origine controllata “Moscato d’Asti” e “Asti Spumante” devono essere immessi al consumo in bottiglie aventi le caratteristiche di seguito specificate e munite del contrassegno di Stato previsto dall’articolo 23 della legge n. 164/92, applicato in modo tale da i
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Moscato d’Asti” deve essere immesso al consumo nelle bottiglie corrispondenti ai tipi previsti dalle norme nazionali e comunitarie e chiuso con tappo di sughero marchiato indelebilmente “Moscato d’Asti”. È vietato per tale tipologia l’uso del tappo a fungo e della gabbietta.
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Asti Spumante”, confezionato nel caratteristico abbigliamento dello spumante, deve essere immesso al consumo in bottiglie aventi le seguenti capacità: ml 187; ml 200; ml 375; ml 750; litri 1,5; litri 3; litri 4,5. Inoltre, su richiesta delle ditte interessate, a scopo promozionale, può essere consentito, con specifica autorizzazione del ministero per il Coordinamento delle politiche agricole, alimentari e forestali, l’utilizzo della capacità di litri 6.
Le bottiglie di cui al comma precedente devono essere chiuse con tappo di sughero a fungo marchiato indelebilmente “Asti Spumante”, o “Asti” nella parte che resta esterna alla bottiglia. Per bottiglie con contenuto nominale non superiore a cl 20 è ammesso altro dispositivo di chiusura adeguato.

articolo 9
Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo con la denominazione di origine controllata e garantita “Asti Spumante”, o “Asti” e “Moscato d’Asti” mosti, mosti-vini e vini che non rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi i relativi requisiti di natura contabile e amministrativa comprovanti l’origine, è punito a norma degli articoli 28, 29, 30 e 31 della legge n. 164/92.

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


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