Barbaresco

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
DECRETO 21 febbraio 2007

Modificazione al disciplinare di produzione
dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco».
(GU n. 51 del 2-3-2007)

IL DIRETTORE GENERALE
per la qualita’ dei prodotti agroalimentari
Vista la legge 10 febbraio 1992, n. 164, recante nuova disciplina delle denominazioni di origine dei vini;
Visti i decreti di attuazione, finora emanati, della predetta legge;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 348, con il quale e’ stato emanato il regolamento recante la disciplina del procedimento di riconoscimento delle denominazioni di origine dei vini;
Vista la legge 27 marzo 2001, n. 122, recante disposizioni modificative e integrative alla normativa che disciplina il settore agricolo e forestale;
Vista l’istanza fatta propria dall’Assessorato all’agricoltura della regione Piemonte ed il parere positivo in merito alla richiesta di modifica del disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita « Barbaresco», presentata dal Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero;
Visti i decreti ministeriali del 22 aprile 1992 concernenti rispettivamente: «Elementi da includere facoltativamente nei disciplinari di produzione dei vini a docg e doc», e «Condizioni e modalita’ di utilizzazione dei nomi di comuni, di frazioni, di zone amministrativamente definite e di sottozone per i vini a docg e doc»;
Visto il il regolamento CE n. 1493/1999, allegato VII punto B, lettera b), punto F);
Vista la legge 10 febbraio 1992, n. 164, ed in particolare l’art. 24, commi 3 e 4;
Viste le risultanze della pubblica audizione concernente la modifica suddetta, tenutasi, nel comune di Barbaresco il giorno 12 ottobre 2006;
Visti il parere favorevole del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini sulla citata domanda e sulla proposta del relativo disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie generale – n. 284 del 6 dicembre 2006;
Ritenuto pertanto necessario doversi procedere alla modifica del disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» ed all’approvazione del relativo disciplinare di produzione in conformita’ al parere espresso dal predetto Comitato;
Considerato che non sono pervenute, nei termini e nei modi previsti, istanze o controdeduzioni da parte degli interessati avverso il parere e la proposta di modifica sopra citati;

Decreta:

Articolo 1.
1. Il disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata garantita «Barbaresco», approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 3 ottobre 1980, e’ sostituito per intero dal testo annesso al presente decreto le cui disposizioni entrano in vigore a decorrere dalla vendemmia 2007.
2. La denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» e’ riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel disciplinare di produzione di cui al comma 1 del presente articolo.

Articolo 2.
1. I soggetti che intendono porre in commercio, a partire gia’ dalla vendemmia 2007, i vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» con una delle menzioni geografiche aggiuntive – riportate all’art. 7 del disciplinare di produzione annesso al presente decreto – sono tenuti ad aggiornare l’iscrizione dei rispettivi terreni vitati ai competenti organi territoriali, secondo le modalita’ prescritte dall’art. 15 della legge n. 164 del 10 febbraio 1992, e dal decreto ministeriale del 27 marzo 2001.
2. I soggetti che intendono porre in commercio, a partire gia’ dalla vendemmia 2007, i vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» con una delle menzioni geografiche aggiuntive – riportate all’art. 7 del disciplinare di produzione annesso al presente decreto – seguite dalla specificazione «vigna», sono tenuti ad aggiornare l’iscrizione dei rispettivi terreni vitati ai competenti organi territoriali, secondo le modalita’ prescritte dall’art. 15 e dall’art. 6, comma 3, della legge n. 164 del 10 febbraio 1992, nonche’ dal decreto ministeriale del 27 marzo 2001.
3. I soggetti che intendono porre in commercio, a partire dalla vendemmia 2007, i vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» provenienti da vigneti non ancora iscritti al relativo albo ma aventi base ampelografica conforme all’annesso disciplinare di produzione, sono tenuti ad effettuare, ai sensi e per gli effetti dell’art. 15 della legge n. 164/1992, la denuncia dei rispettivi terreni vitati, presso i competenti organi territoriali, ai fini dell’iscrizione dei terreni medesimi, all’apposito albo dei vigneti a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco»

Articolo 3.
1. Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo vini con la denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» e’ tenuto a norma di legge, all’osservanza delle condizioni e dei requisiti stabiliti nell’annesso disciplinare di produzione.
2. Per tutto quanto non previsto dal presente decreto valgono le norme comunitarie e nazionali in materia di produzione, designazione, presentazione e commercializzazione dei vini a denominazione di origine.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 21 febbraio 2007
Il direttore generale: La Torre

Allegato

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE
DI ORIGINE CONTROLLATA E GARANTITA
DEI VINI «BARBARESCO»

Articolo 1.
Denominazione e vini
1. La denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» e’ riservata ai vini rossi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie:
«Barbaresco»;
«Barbaresco» riserva;
«Barbaresco» e «Barbaresco» riserva, con una delle «menzioni geografiche aggiuntive» – riportate al successivo art. 7 – alle quali potra’ essere aggiunta la menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo alle condizioni stabilite dall’art. 7, comma 5.
2. Le delimitazioni delle «menzioni geografiche aggiuntive» a norma del decreto ministeriale 22 aprile 1992 sono definite tramite l’allegato in calce al presente disciplinare di produzione.

Articolo 2.
Base ampelografica
1. I vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» devono essere ottenuti da uve provenienti dai vigneti composti dal vitigno Nebbiolo nei biotipi «Michet» e «Lampia».

Articolo 3.
Zona di produzione delle uve
1. La zona di origine delle uve atta a produrre i vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» comprendente i territori gia’ delimitati con decreto ministeriale 31 agosto 1933, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238, del 12 ottobre 1933, nonche’ quelli per i quali ricorrono le condizioni di cui al secondo comma dell’art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 12 luglio 1963, n. 930, include l’intero territorio dei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso (gia’ frazione di Barbaresco) e la parte della frazione «San Rocco Senodelvio» gia’ facente parte del comune di Barbaresco ed aggregata al comune di Alba con decreto del Presidente della Repubblica 17 aprile 1957, n. 482, ricadenti nella provincia di Cuneo.

Articolo 4.
Norme per la viticoltura
1. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualita’.
2. In particolare le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai requisiti esposti ai punti che seguono:
terreni: argillosi, calcarei e loro eventuali combinazioni;
giacitura: collinare, sono da escludere categoricamente i terreni di fondovalle, umidi, pianeggianti e non sufficientemente soleggiati;
altitudine: non superiore a 550 m s.l.m.;
esposizione: adatta ad assicurare un’idonea maturazione delle uve, ma con l’esclusione del versante nord;
densita’ d’impianto: quelle generalmente usate in funzione delle caratteristiche peculiari delle uve e dei vini. I vigneti oggetto di nuova iscrizione o di reimpianto dovranno essere composti da un numero di ceppi ad ettaro, calcolati sul sesto d’impianto, non inferiore a 3.500;
forme di allevamento e sistemi di potatura: quelli tradizionali (forma di allevamento: controspalliera; sistema di potatura: Guyot);
pratiche di forzatura: e’ vietata ogni pratica di forzatura.
3. La resa massima di uva ad ettaro di vigneto in coltura specializzata per la produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita: «Barbaresco» con o senza «menzione geografica aggiuntiva», «Barbaresco» riserva con o senza «menzione geografica aggiuntiva», ed il titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle relative uve destinate alla vinificazione devono essere rispettivamente i seguenti:
Barbaresco, resa uva t/ha: 8; titolo alcolometrico vol: minimo naturale: 12,00%;
Barbaresco riserva, resa uva t/ha: 8; titolo alcolometrico vol: minimo naturale: 12,00%;
con menzione geografica aggiuntiva:
Barbaresco, resa uva t/ha: 8; titolo alcolometrico vol: minimo naturale: 12,00%;
Barbaresco riserva, resa uva t/ha: 8; titolo alcolometrico vol: minimo naturale: 12,00%.
La resa massima di uva ammessa per la produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco», «Barbaresco» riserva, entrambi con «menzione geografica aggiuntiva» e «vigna» seguita dal relativo toponimo deve essere:
vini «Barbaresco» e «Barbaresco» riserva con menzione geografica e vigna:
Barbaresco, resa uva t/ha: 7,2; titolo alcolometrico vol: minimo naturale: 12,50%;
Barbaresco riserva, resa uva t/ha: 8; titolo alcolometrico vol: minimo naturale: 12,00%.
La denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» con menzione geografica aggiuntiva puo’ essere accompagnata dalla menzione «vigna» purche’ tale vigneto abbia un’eta’ d’impianto di almeno sette anni. Se l’eta’ del vigneto e’ inferiore, la produzione di uve ad ettaro ammessa e’ pari:
al terzo anno: resa uva t/ha: 4,3; titolo alcolometrico vol: minimo naturale: 12,50%;
al quarto anno: resa uva t/ha: 5; titolo alcolometrico vol: minimo naturale: 12,50%;
al quinto anno: resa uva t/ha: 5,8; titolo alcolometrico vol: minimo naturale: 12,50%;
al sesto anno: resa uva t/ha: 6,5; titolo alcolometrico vol: minimo naturale: 12,50%.
Nelle annate favorevoli, i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» devono essere riportati nei limiti di cui sopra purche’ la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermo restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
4. In caso di annata sfavorevole, che lo renda necessario, la regione Piemonte fissa una resa inferiore a quella prevista dal presente disciplinare anche differenziata nell’ambito della zona di produzione di cui all’art. 3.
5. I conduttori interessati, che prevedano di ottenere rese maggiori rispetto a quelle indicate dalla regione Piemonte, ma non superiori a quelle fissate dal precedente punto 3, dovranno tempestivamente, e comunque almeno cinque giorni prima della data d’inizio della propria vendemmia, segnalare, mediante lettera raccomandata agli organi preposti al controllo, competenti per territorio, la data di inizio delle operazioni, la stima della maggiore resa, per consentire gli opportuni accertamenti da parte degli stessi.
6. Nell’ambito della resa massima fissata in questo articolo, la regione Piemonte su proposta del Consorzio di tutela o del consiglio interprofessionale puo’ fissare limiti massimi di uva classificabile per ettaro inferiori a quelli previsti dal presente disciplinare di produzione in rapporto alla necessita’ di conseguire un miglior equilibrio di mercato. In questo caso non si applicano le disposizioni di cui al comma 5.

Articolo 5.
Norme per la vinificazione
1. Le operazioni di vinificazione e invecchiamento obbligatorio dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» devono essere effettuate all’interno della zona di produzione di cui all’art. 3 del presente disciplinare di produzione.
2. Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali sentito il parere del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, puo’ altresi’ consentire che le suddette operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio siano effettuate dalle aziende che, avendo stabilimenti situati nei territori delle province di Cuneo, Asti, Alessandria inclusi nell’art. 4 del disciplinare annesso al decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 1966, dimostrino che gia’ effettuarono tali operazioni, previa attestazione della competente camera di commercio.
3. La resa massima dell’uva in vino finito non dovra’ essere superiore a:
Barbaresco; resa uva/vino: 70 per cento; produzione massima di vino: 56 hl/ha;
Babaresco riserva; resa uva/vino: 70 per cento; produzione massima di vino: 56 hl/ha.
Per l’impiego della menzione geografica aggiuntiva seguita da «vigna», fermo restando la resa percentuale massima uva-vino di cui al paragrafo sopra, la produzione massima di vino hl/ha ottenibile e’ determinata in base alle rese uva t/ha di cui all’art. 4, punto 3.
Qualora tale resa superi la percentuale sopraindicata, ma non oltre il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata e garantita; oltre detto limite percentuale
decade il diritto alla denominazione di origine per tutto il prodotto.
4. La resa massima dell’uva in vino finito al termine del periodo di invecchiamento obbligatorio non dovra’ essere superiore a:
Barbaresco; resa uva/vino: 68%; produzione massima di vino: 54,4 hl/ha;
Barbaresco riserva; resa uva/vino: 68%; produzione massima di vino: 54,4 hl/ha.
5. Nella vinificazione e invecchiamento devono essere seguiti i criteri tecnici piu’ razionali ed effettuate le pratiche enologiche atte a conferire ai vini le migliori caratteristiche di qualita’, ivi compreso l’arricchimento, secondo i metodi e i limiti riconosciuti dalla legislazione vigente.
6. I seguenti vini devono essere sottoposti a un periodo di invecchiamento minimo di:
Barbaresco; durata mesi: 26, di cui in legno: 9; decorrenza 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve;
Barbaresco riserva; durata mesi: 50, di cui in legno: 9; decorrenza 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve.
L’immissione al consumo e’ consentita soltanto a partire dalla data, per ciascuno di essi, di seguito indicata:
Barbaresco; 1° gennaio del terzo anno successivo alla vendemmia;
Barbaresco riserva dal 1° gennaio del quinto anno successivo alla vendemmia.
7. E’ consentita a scopo migliorativo l’aggiunta, nella misura massima del 15%, di «Barbaresco» piu’ giovane a «Barbaresco» piu’ vecchio o viceversa nel rispetto della normativa vigente.

Articolo 6.
Caratteristiche al consumo
1. I vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: rosso granato;
odore: intenso e caratteristico;
sapore: asciutto, pieno, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.;
«Barbaresco» con «menzione geografica» e «vigna»: 12,50% vol.;
acidita’ totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 22 g/l.
2. Il vino a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» tipologia «riserva», all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: rosso granato;
odore: intenso e caratteristico;
sapore: asciutto, pieno, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.;
«Barbaresco» con «menzione geografica aggiuntiva» e «vigna»: 12,50% vol.;
acidita’ totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 22 g/l.
3. E’ in facolta’ del Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare con proprio decreto, i limiti minimi sopra indicati per l’acidita’ totale e l’estratto non riduttore.

Articolo 7.
Etichettatura designazione e presentazione
1. La denominazione di origine controllata e garantita dei vini «Barbaresco» e «Barbaresco» riserva puo’ essere seguita – secondo le disposizioni di cui al decreto ministeriale 22 aprile 1992 – da una delle seguenti «menzioni geografiche aggiuntive», amministrativamente definite nell’allegato del presente disciplinare di produzione: Albesani, Asili, Ausario, Balluri, Basarin, Bernadot, Bordini, Bricco di Neive, Bricco di Treiso, Bric – Micca, Ca’ Grossa, Canova, Cars, Casot, Castellizzano, Cavanna, Cole, Cotta’, Curra’, Faset, Fausoni, Ferrere, Gaia-Principe, Gallina, Garassino, Giacone, Giacosa, Manzola, Marcarini, Marcorino, Martinenga, Meruzzano, Montaribaldi, Montefico, Montersino, Montestefano, Muncagta, Nervo, Ovello, Paje’, Pajore’, Pora, Rabaja’, Rabaja-Bas, Rio Sordo, Rivetti, Rizzi, Roccalini, Rocche Massalupo, Rombone, Roncaglie, Roncagliette, San Cristoforo, San Giuliano, San Stunet, Secondine, Serraboella, Serracapelli, Serragrilli, Starderi, Tre Stelle, Trifolera, Valeirano, Vallegrande e Vicenziana. Le suddette menzioni geografiche aggiuntive, possono essere accompagnate dalla menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo, alle condizioni previste al successivo comma 4. Detta menzione «vigna» dovra’ essere indicata soltanto se unita ad una delle menzioni geografiche aggiuntive di cui sopra.
2. Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» di cui all’art. 1, e’ vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi extra, fine, naturale, scelto, selezionato, vecchio e similari.
3. Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» di cui all’art. 1, e’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi privati, purche’ non si confondano con le «menzioni geografiche aggiuntive», fatto salvo il rispetto dei diritti acquisiti, non abbiano significato laudativo, non traggano in inganno il consumatore.
4. Nella designazione e presentazione dei vini «Barbaresco» e «Barbaresco» riserva, la «menzione geografica aggiuntiva» dovra’ essere riportata immediatamente sotto la denominazione e non potra’ avere dimensione superiore a quelle utilizzate per indicare «Barbaresco».
5. Nella designazione e presentazione dei vini «Barbaresco» e «Barbaresco» riserva, la denominazione di origine controllata e garantita puo’ essere accompagnata dalla menzione «vigna» a condizione che sia rivendicata anche la «menzione geografica aggiuntiva» e purche’: le uve provengano totalmente dal medesimo vigneto; tale menzione sia iscritta nella «Lista positiva» istituita dall’organismo che detiene l’albo dei vigneti della denominazione; coloro che nella designazione e presentazione dei vini «Barbaresco», intendono accompagnare la denominazione di origine e la menzione geografica aggiuntiva con l’indicazione della «vigna» abbiano effettuato la vinificazione delle uve e l’imbottigliamento del vino; la vinificazione delle uve e l’invecchiamento del vino siano stati svolti in recipienti separati e la menzione «vigna» seguita dal toponimo sia stata riportata nella denuncia delle uve, nei registri e nei documenti di accompagnamento; la menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo sia riportata in caratteri di dimensione pari al 50% o inferiori, al carattere usato per la denominazione di origine.
6. Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata «Barbaresco» con o senza menzione geografica aggiuntiva e’ obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.

Articolo 8.
Confezionamento
1. Le bottiglie in cui vengono confezionati i vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» di cui all’art. 1, per la commercializzazione devono essere di forma tradizionale, di vetro scuro con dispositivi di chiusura ammessi dalla vigente normativa in materia.
2. Le bottiglie in cui vengono confezionati i vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» di cui all’art. 1, per la commercializzazione devono essere di capacita’ consentita dalle vigenti leggi, ma comunque non inferiore a 37,5 cl e con l’esclusione di quella da 200 cl.
3. E’ vietato il confezionamento e la presentazione in bottiglie, che possano trarre in inganno il consumatore o che siano comunque tali da offendere il prestigio dei vini.
4. Inoltre, su richiesta delle ditte interessate, a scopo promozionale, puo’ essere consentito, con specifica autorizzazione del Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali, l’utilizzo delle capacita’ da litri 6, 9, 12 e 15.

Allegato delle menzioni geografiche aggiuntive della Docg barbaresco
a norma del decreto ministeriale 22 aprile 1992

 

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


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