Brachetto

Dai riflessi rosso ciliegia, aromatico e piacevole nel gusto sia vinificato “fermo” che spumante il BRACHETTO D’ACQUI docg negli ultimi dieci anni ha assistito ad un’autentica riscoperta dopo secoli di vita.
Gli storici latini della Gallia Cisalpina narravano di un “Vinum Acquense” già apprezzato dagli antichi romani e si trattava probabilmente di un passito ricercato dai patrizi per le decantate virtù afrodisiache. Sarà per questo che la pubblicistica successiva affermò che furono Cesare e Marcantonio a farne dono alla regina Cleopatra per accenderne gli ardori. Fino all’inizio dell’800 del Brachetto non si hanno più notizie e in quel secolo il vino ebbe una grande notorietà sui mercati dell’America meridionale.
L’avvento della fillossera determinò un nuovo periodo di recessione superato poi a partire dagli anni ’50 quando un produttore di gran fama, Arturo Bersano, mise a punto un processo di spumantizzazione del Brachetto in autoclave con il metodo Charmat. Il brachetto è un prodotto che gode di un target dai precisi connotati (“vino dei giovani”, “vino amato dalle donne” o “vino della seduzione”) e lega la sua storia – come abbiamo visto – ad antichissime e nobili origini tali da impedire di considerarlo un fenomeno passeggero legato alle mode.
Il Consorzio di Tutela in questi anni si è prodigato, con lusinghieri risultati, nel divulgarne l’immagine in Italia e nel mondo. Anche il calendario del 2006 prevede manifestazioni come l’abbinamento del vino a eventi di moda o a carattere sportivo, come la partecipazione alle Olimpiadi invernali a Torino con gli appuntamenti denominati “Tasting” e riservati alla stampa.
Grazie anche ai diversi premi e riconoscimenti ottenuti a fiere e manifestazioni si è aperto un ampio mercato. Negli Stati Uniti – dove vengono vendute mediamente 250 mila bottiglie ogni anno – viene apprezzato per la sua novità e nessuna clientela come in America è costituita da amanti del vino italiano sempre interessati al nuovo. Un vino rosso ma dolce gli americani non l’avevano mai conosciuto fino a qualche anno fa e l’impatto è stato positivo mentre in Cina sono state aperte le “Brachetterie” in particolare a Shangai.
Superata da tempo l’idea che il brachetto sia soltanto un vino da dessert o da grandi feste, barman e gelatieri danno sfoggio di inventiva per suggerirne un uso più coinvolgente. Servito in coppe di piccole dimensioni viene proposto come aperitivo accompagnato con salatini , salumi, formaggi delicati e frutta fresca anche se l’abbinamento più tradizionale resta quello con i dolci di forno e le crostate di frutta. Altri si spingono più in là e soprattutto con la bella stagione, propongono macedonie di frutta dove sono presenti soprattutto fragole e pesche perché di esse il Brachetto sa esaltare il sapore e poi per confezionare aperitivi e gelati. Ottimo è, ad esempio, quello preparato con succo di ananas con aggiunta di Brachetto consigliato dal caffè “Leprato” di Acqui Terme” o il caffè al Brachetto, una sorta di digestivo molto apprezzato dai buongustai. Senza dimenticare i gelati al brachetto, cioè coppe di gelato di vari gusti affogate nel vino.
Luciano Scarzello
luciano.scarzello@tiscali.it

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