Brunello di Montalcino

Disciplinare di produzione
della Denominazione di Origine Controllata e Garantita
“Brunello di Montalcino”
DM 19 maggio 1998 – GURI n. 133 del 10 giugno 1998

articolo 1

La denominazione di origine controllatale garantita “Brunello di Montalcino” è riservata al vino rosso che risponde alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.

articolo 2
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Brunello di Montalcino” deve essere ottenuto dalle uve provenienti da vigneti composti nell’ambito aziendale esclusivamente dal vitigno “Sangiovese” (denominato, a Montalcino, “Brunello”).

articolo 3
Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione di origine controllata e garantita “Brunello di Montalcino” devono essere prodotte nell’intero territorio amministrativo del comune di Montalcino in provincia di Siena.
Sono da considerarsi idonei ai fini dell’iscrizione all’Albo dei vigneti previsto dall’articolo 4 della legge 10 febbraio 1992, n. 164, unicamente i vigneti rispondenti alle caratteristiche previste dagli articoli 2 e 4 comunque atti a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche qualitative previste dal presente disciplinare di produzione.
I vigneti iscritti all’albo del vino a denominazione di origine controllata e garantita “Brunello di Montalcino” sono utilizzabili anche per produrre vino Doc “Rosso di Montalcino”, alle condizioni stabilite dal relativo disciplinare di produzione.
È consentito l’uso di indicazioni toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento alle vigne, dalle quali effettivamente provengano le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto, a condizione che:
vengano indicate all’atto della denuncia all’Albo dei vigneti in modo che possano essere evidenziate separatamente;
siano oggetto di specifica denuncia annuale delle uve e che le uve siano vinificate separatamente e le uve e i relativi vini siano presi in carico separatamente nei registri obbligatori di cantina.
I vigneti di nuovo impianto e i reimpianti possono essere iscritti all’albo dei vigneti “Brunello di Montalcino” a partire dal terzo anno successivo alla data di impianto, così come accertato con il verbale dell’organo regionale competente.
La resa massima di uva per ettaro consentita non potrà superare la percentuale del 30% al terzo anno di impianto e del 70% al quarto anno di impianto, rispetto al massimale di cui all’articolo 4.

articolo 4
Le condizioni di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a denominazione di origine controllata e garantita “Brunello di Montalcino” devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità previste dal presente disciplinare di produzione.
In particolare le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai seguenti requisiti:
terreni: geocronologicamente attribuibili a un intervallo di tempo che va dal cretaceo al pliocene;
giacitura: collinare;
altitudine: non superiore ai 600 m s.l.m.;
esposizione: adatta ad assicurare una idonea maturazione delle uve;
densità di impianto: quelle generalmente usate in funzione delle caratteristiche peculiari dell’uva e del vino; per i nuovi impianti e i reimpianti la densità minima dovrà essere di 3.000 piante per ettaro;
forme di allevamento e sistemi di potatura: quelli generalmente usati e/o comunque atti a non modificare le caratteristiche peculiari dell’uva e del vino;
pratiche di forzatura: è vietata ogni pratica di forzatura.
La quantità massima di uva ammessa per la produzione del vino Docg “Brunello di Montalcino” non deve essere superiore a q.li 80 per ettaro di vigneto in coltura specializzata, pari a hl 56 in vino al primo travaso e a hl 52 alla fine del periodo di conservazione obbligatorio.
Fermo restando il limite massimo sopra indicato, la produzione del vigneto in coltura promiscua deve essere calcolata in rapporto al numero di viti esistenti e alla loro produzione per ceppo, che non dovrà essere superiore in media a kg 2,7.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione del vino a denominazione di origine controllata e garantita “Brunello di Montalcino” devono essere riportati nei limiti di cui sopra purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
Le uve destinate alla vinificazione sottoposte, se necessario a preventiva cernita, devono assicurare al vino un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 12%. Qualora venga rivendicata una “vigna” le uve devono assicurare al vino un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 12,5%.

articolo 5
Nella vinificazione del vino a denominazione di origine controllata e garantita “Brunello di Montalcino” sono ammesse soltanto le pratiche enologiche atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.
La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore al 70%. Qualora la resa superi questo limite, ma non il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla Docg. Oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine controllata e garantita per tutto il prodotto. La resa comunque non dovrà superare il 65% dopo il periodo di invecchiamento obbligatorio.
Nel caso di rivendicazione di una “vigna” non può essere effettuato nessun tipo di arricchimento.
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Brunello di Montalcino” deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento di almeno quattro anni e affinato, per almeno tre anni di detto periodo, in contenitori di rovere di qualsiasi dimensione.
Il predetto periodo di invecchiamento obbligatorio decorre da una data successiva al 1° gennaio dell’anno seguente a quello di produzione delle uve.
Le date dell’inizio e della fine del periodo di affinamento in contenitori di rovere, devono essere documentate con relative annotazioni sui registri di cantina.
Il prodotto in affinamento in contenitori di rovere può essere trasferito in altri recipienti durante il periodo di affinamento. Detti trasferimenti dovranno comunque essere documentati sui registri di cantina, in modo che dagli stessi risulti evidente l’effettuazione dei tre anni di affinamento in contenitori di rovere, all’interno dei quattro anni di invecchiamento obbligatorio.
Fermo restando l’affinamento in contenitori di rovere si potrà tenere il 6% di vino dell’annata in affinamento, in contenitori diversi da usarsi esclusivamente per colmature.
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Brunello di Montalcino”, prima dell’immissione al consumo, deve essere sottoposto a un periodo di affinamento in bottiglia di almeno quattro mesi e di almeno sei mesi per il tipo riserva. Tale obbligo decorrerà a partire dal prodotto dell’annata 1994.
Il periodo di affinamento in bottiglia deve essere documentato con relative annotazioni sui registri di cantina.
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Brunello di Montalcino” può essere classificato, nel rispetto del relativo disciplinare, a Doc “Rosso di Montalcino”, ferma restando comunque la resa ad ettaro prevista per il “Brunello di Montalcino”.
Le operazioni di vinificazione, conservazione, affinamento in legno, affinamento in bottiglia e imbottigliamento devono essere effettuate nella zona di produzione definita all’articolo 3.

articolo 6
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Brunello di Montalcino” all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle caratteristiche di seguito esposte:
– colore: rosso rubino intenso tendente al granato;
– odore: caratteristico e intenso;
– sapore: asciutto, caldo, un po’ tannico, robusto, armonico, persistente;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,5%;
– acidità totale minima: 5 per mille;
– estratto secco netto minimo: 24 per mille.
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Brunello di Montalcino”, non può essere immesso al consumo prima della fine dei quattro anni di conservazione obbligatoria calcolati a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di produzione delle uve.
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Brunello di Montalcino” può portare come qualificazione la dizione “riserva” se sottoposto a un periodo di invecchiamento non inferiore a cinque anni, fermi restando i minimi di tre anni di invecchiamento in contenitori di rovere e di sei mesi in affinamento in bottiglia.
Le partite da qualificare con la dizione “riserva” devono essere separate sui registri obbligatori di cantina entro il 31 dicembre del quarto anno di conservazione obbligatoria di ciascuna annata.

articolo 7
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Brunello di Montalcino” deve essere immesso al consumo in bottiglia di una delle seguenti capacità: litri 0,375; 0,500; 0,750; l,500; 3,000; 5,000.
Le bottiglie devono essere di tipo “Bordolese”, di vetro scuro e chiuse con tappo di sughero.
Sono vietati il confezionamento e l’abbigliamento delle bottiglie con caratterizzazioni di fantasia o comunque non consone al prestigio del vino.
Sulle bottiglie contenenti il vino Docg “Brunello di Montalcino” deve sempre figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.
È vietato usare, insieme alla denominazione “Brunello di Montalcino”, qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi “extra”, “fine”, “scelto”, “selezionato”, “superiore”, “vecchio” e similari.
È consentito, in sede di designazione, l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati, non aventi significato laudativo e tali da non trarre in inganno.
Le indicazioni tendenti a specificare l’attività agricola dell’imbottigliatore quali “viticoltore”, “fattoria”, “tenuta”, “podere”, “cascina” e altri termini similari, sono consentite in osservanza alle disposizioni Ue e nazionali in materia.

articolo 8
Ai fini dell’utilizzazione della denominazione di origine controllata e garantita “Brunello di Montalcino” il vino deve essere sottoposto alle prove organolettiche previste dall’articolo 13 della legge 10 febbraio 1992, n. 164. L’imbottigliamento delle partite giudicate idonee deve avvenire nei termini previsti dalle norme in materia.
Qualora venga rivendicata una “vigna”, la partita relativa deve essere presentata separatamente per l’esame organolettico di cui alla normativa vigente.
Qualora venga usata la qualificazione “riserva”, la partita relativa deve essere presentata separatamente per le prove di cui al comma 1.

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


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