Collio (2da parte)

Nella mattina di giovedì 23 giugno si è tenuta la seconda degustazione -sempre presso l’Enoteca di Cormons- condotta da Richard Baudains e dedicata ai vini bianchi da vitigni autoctoni: Ribolla gialla, Malvasia e Friulano, trentasette vini in assaggio.
Prima di passare ai vini degustati volevamo soffermarci brevemente sulle caratteristiche climatiche e di suolo del COLLIO, elaborando i numerosi dati forniti dalla presentazione del territorio ad opera dell’enologo Dario Maurigh, appena accennata nell’articolo precedente.

Il clima
Il clima del Collio è condizionato principalmente da due fattori: la presenza, alle spalle, delle Prealpi Giulie, che lo protegge dai venti settentrionali e la vicinanza col mare Adriatico che contribuisce alla sua mitezza, inoltre le notevoli escursioni termiche tra giorno e notte, soprattutto nel periodo della maturazione delle uve contribuisce alla formazione dei profumi, fondamentali nelle uve a bacca bianca, soprattutto in quelle aromatiche.
La piovosità è piuttosto abbondante e supera sovente i 1.500 mm/anno.

Il suolo
Il suolo del Collio prende il nome di “Flisch” (tradotto dal dialetto della Svizzera tedesca significa “china scivolosa”) ed è composto da rocce sedimentarie depositatesi in ambiente marino principalmente a causa di frane sottomarine.
Se ne trovano di tre diverse tipologie, formatesi in epoche diverse, e quello principale del Collio si chiama Flysch di Cormons ed è datato tra i 53 ed i 40 milioni di anni. Si tratta di alternanze di arenarie e marne.
La zona è emersa 35 milioni di anni fa, a causa della compressione alpina verificatasi in più fasi da nord-nord/est verso sud-sud/ovest.
Questi suoli contengono elevate quantità di quarzo e includono carbonati di calcio, silice, ossidi di ferro, magnesio e manganese. Sarà questo il motivo della mineralità dei vini che vi si producono?!
La caratteristica di questi suoli garantisce un ottimo drenaggio, per questo motivo l’elevata piovosità non è comunque fonte di ristagni idrici.

Le degustazioni:

Ribolla Gialla
Il vitigno si trova unicamente in Slovenia (743 ettari nel 2010) ed in Italia, dove negli ultimi decenni è in netta crescita; nel 1992 ne rimanevano meno di 100 ettari, mentre il censimento del 2010 ne registrava 435, dei quali 300 in Friuli. Nel Collio ce ne sono poco meno di 100 ettari.
Tredici i vini degustati, tutti dell’annata 2015, se non diversamente specificato, la quasi totalità dei vini fermentano e s’affinano in acciaio. La maggior parte giocano su note vegetali, in alcuni si percepiscono accenni tannici, altri (pochi) sono improntati verso il frutto, infine alcuni chiudono leggermente amari; ecco i nostri preferiti:

Primosic – “Ribolla Gialla di Oslavia” 2011
Quattro settimane di macerazione sulle bucce, fermentazione ed affinamento per 24 mesi in botti di legno da 5-6 ettolitri.
Un vino che segue il filone dei “macerati”, tipologia che non amiamo molto, poiché troviamo che questa procedura annulli un poco le differenze tra i diversi vitigni. In questo caso però è la Ribolla che più ci è piaciuta, tra quelle assaggiate.
Color rame, intenso e luminoso. Buona l’intensità olfattiva, sentori di sidro, di buccia e succo di mela, note di distillato (Calvados). Buona struttura, note dolci e al contempo tanniche, sentori di distillato e di vaniglia, buona la persistenza. Orange wine, fuori dagli schemi, interessante, notevole, soprattutto al naso. 86-87/100
Marco Felluga
Giallo paglierino luminoso. Discreta l’intensità olfattiva, fruttato-agrumato, pulito, fresco. Media struttura, bel frutto giallo, sapido, fresco, agrumato (arancio), buona la persistenza. (L’abbiamo trovato piuttosto diverso dagli altri) 85-86/100
Reguta
Paglierino luminoso. Discreta l’intensità olfattiva, frutta gialla, pulito. Discreta struttura, fruttato-agrumato, sapido, fresco, verticale, buona la persistenza. 85/100
Livon
Paglierino-verdolino piuttosto scarico. Buona l’intensità olfattiva, agrumato, frutto bianco, fresco, pulito. Fresco, fruttato-vegetale, note d’agrumi, verticale, lunga la persistenza. 84-85/100
Scolaris
Giallo paglierino. Discreta intensità olfattiva, sentori di fieno, accenni d’agrumi e di frutto bianco, leggera pungenza. Fresco, minerale, sapido, note vegetali e di frutto bianco, verticale, buona la persistenza. 84/100
La Castellada (2010)
Oro antico, luminoso. Media l’intensità olfattiva, accenni di miele, note balsamiche e vanigliate. Morbido, vanigliato, buona la persistenza. Manca un poco in acidità. 84/100

Friulano
Dagli 8.000 ettari del 1970, siamo scivolati ai poco meno di 3.000 del 2010. In questo ha certamente influito anche il cambio di nome forzato (ricordiamo che in origine si chiamava Tocai) dovuto alla controversia con l’Ungheria che nel 1993 ha ottenuto l’esclusività del nome (anche se là si scrive Tokaj) a partire dal 1 aprile 2007.
Negli ultimi anni ha sofferto commercialmente anche a causa del cambio di nome, anche se rimane sempre il vitigno simbolo del Friuli. Nel Collio ce ne sono 194 ettari.
Diciotto i vini in degustazione, tutti dell’annata 2015, se non diversamente specificato.
E’ il vino nel quale abbiamo trovato maggior omogeneità, sia in quanto a qualità sia per caratteristiche organolettiche anche se le vinificazione e gli affinamenti sono piuttostoeterogenei (acciaio, legno piccolo e grande, cemento).
Ecco i nostri preferiti:

Drius
Verdolino luminoso di discreta intensità. Buona l’intensità olfattiva, note d’agrumi, frutto bianco, pulito, fresco, elegante. Fresco, agrumato, frutto bianco, verticale, media struttura, buona la vena acida, discreta la persistenza. 85-86/100
Gradis’ciutta
Paglierino-verdolino di discreta intensità. Buona l’intensità olfattiva, fruttato (frutto giallo). Buona struttura, fruttato, alcolico, bella vena acida, arancio maturo, buona la persistenza. 85/100
Humar
Paglierino luminoso. Buona l’intensità olfattiva, fruttato, fresco, pulito, agrumato. Fruttato-agrumato, fresco, sapido, accenni vegetali, lunga e piacevole persistenza. 85/100
Castello di Spessa
Paglierino-verdolino luminoso. Buona l’intensità olfattiva, fruttato-agrumato, fresco, accenni minerali. Discreta struttura, note d’agrumi (arancio), fresco, fruttato, con accenni vegetali, buona la persistenza. 84-85/100
Terre del Faet
Giallo-paglierino di discreta intensità. Buona l’intensità olfattiva, fruttato (frutto bianco), accenni d’agrumi, buona l’eleganza. Fresco, fruttato, note minerali, verticale, di media struttura e lunga persistenza. 84-85/100
Fruscalzo
Paglierino-verdolino luminoso. Media l’intensità olfattiva, note vegetali (fieno), accenni fruttati. Fresco, fruttato, accenni vegetali, discreta persistenza. 84-85/100
Raccaro – “Friulano del Rolat
Paglierino-verdolino luminoso, di buona intensità. Buona l’intensità olfattiva, note vegetali (fieno). Fresco, note vegetali (fieno), accenni d’agrumi, bella vena acida, buona la persistenza. 84/100
Muzic – “Valeris
Giallo-paglierino di discreta intensità. Discreta l’intensità olfattiva, note vegetali, accenni d’agrumi. Fresco, con spiccata vena acida (agrumi), media struttura, media persistenza. 84/100
Cantina Produttori di Cormòns
Paglierino luminoso di media intensità. Buona l’intensità olfattiva, fruttato-agrumato, pulito, fresco. Fresco, fruttato-agrumato-vegetale, media struttura, sapido, chiude leggermente amarognolo. 84/100

Malvasia (istriana)
Il vitigno è diffuso principalmente in Croazia (1.700 ettari) e Slovenia (750 ettari), in Italia gli ettari vitati sono circa 300, in Friuli-Venezia Giulia ce ne sono 160 ettari di cui 33 nel Collio.
Solamente sei i vini in degustazione (quattro del 2015 e due del 2014), notevole la variabilità tra i diversi prodotti.
Il nostro preferito, ed uno tra i migliori vini in assoluto è stato il “Soluna” di Livon
Verdolino-paglierino di media intensità. Discreta l’intensità olfattiva, sentori di vaniglia e di legno dolce, note balsamiche. Fresco, fruttato, note dolci, vanigliato, di buona eleganza e lunga persistenza. 88/100
Lorenzo Colombo

Nota: le cartine e la foto del suolo sono tratte dalla presentazione di Dario Murigh

 

 

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


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