Dolcetto di Diano d’Alba

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
DECRETO 2 agosto 2010
Riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita
dei vini «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba»
e approvazione del relativo disciplinare di produzione.
(10A09905) (GU n. 193 del 19-8-2010)

IL CAPO DIPARTIMENTO
delle politiche competitive del mondo rurale e della qualita’

Visto il Regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, cosi’ come modificato con il Regolamento (CE) n. 491/2009 del Consiglio, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli, nel cui ambito e’ stato inserito il Regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio, relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo (OCM vino), che contempla, a decorrere dal 1° agosto 2009, il nuovo sistema comunitario per la protezione delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e delle menzioni tradizionali di taluni prodotti vitivinicoli, in particolare gli articoli 38 e 49 relativi alla nuova procedura per il conferimento della protezione comunitaria e per la modifica dei disciplinari delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei prodotti in questione;
Visto il Regolamento (CE) n. 607/09 della Commissione, recante modalita’ di applicazione del Regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio per quanto riguarda le denominazioni di origine protette e le indicazioni geografiche protette, le menzioni tradizionali, l’etichettatura e la presentazione di determinati prodottivitivinicoli, ed in particolare l’art. 73, ai sensi del quale, in via transitoria e con scadenza al 31 dicembre 2011, per l’esame delle domande, relative al conferimento della protezione ed alla modifica dei disciplinari dei vini a denominazione di origine e ad indicazione geografica, presentate allo Stato membro entro il 1° agosto 2009, si applica la procedura prevista dalla preesistente normativa nazionale e comunitaria in materia;
Vista la legge 10 febbraio 1992, n. 164, recante nuova disciplina delle denominazioni di origine dei vini;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n.348, con il quale e’ stato emanato il regolamento recante la disciplina del procedimento di riconoscimento di denominazione di origine dei vini;
Visto il decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61, recante tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini, in attuazione dell’art. 15 della legge 7 luglio 2009, n. 88;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 3 maggio 1974 e successive modificazioni, con il quale e’ stata riconosciuta la denominazione di origine controllata dei vini «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» ed e’ stato approvato il relativo disciplinare di produzione;
Vista la richiesta presentata dal consorzio tutela Barolo, riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e l’approvazione del relativo disciplinare di produzione;
Visto il parere favorevole espresso dalla Regione Piemonte, in merito alla richiesta del Consorzio sopra indicato, di riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e del relativo disciplinare di produzione;
Visti il parere favorevole del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei Vini sulla citata domanda e la proposta del relativo disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» pubblicati nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 80 del 7 aprile 2010;
Considerato che non sono pervenute, nei termini e nei modi previsti, istanze o controdeduzioni da parte degli interessati relative al parere e alla proposta sopra citati;
Ritenuto pertanto necessario doversi procedere al riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita dei vini «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e all’approvazione del relativo disciplinare di produzione, in conformita’ al parere espresso dal sopra citato comitato;

Decreta:

Art. 1
1. La denominazione di origine controllata dei vini «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba», riconosciuta con decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 1974 e successive modifiche, e’ riconosciuta come denominazione di origine controllata e garantita ed e’ approvato, nel testo annesso al presente decreto, il relativo disciplinare di produzione.
2. La denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba», e’ riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel disciplinare di produzione di cui al comma 1 del presente articolo le cui decorrere dalla vendemmia 2010.
3. La denominazione di origine controllata «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 1974 e successive modifiche deve intendersi revocata a decorrere dalla entrata in vigore del presente decreto, fatti salvi tutti gli effetti determinati.

Art. 2
I vigneti gia’ iscritti all’Albo dei vigneti della DOC «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba», di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 1974 e successive modifiche, richiamati in premessa, sono da ritenere automaticamente iscritti allo schedario viticolo per la DOCG «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba», ai sensi dell’art. 12 del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61.

Art. 3
1. I quantitativi di vino a denominazione di origine controllata atti a divenire a denominazione di origine controllata «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba», ottenuti in conformita’ delle disposizioni contenute nel disciplinare di produzione approvato con decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 1974 e successive modifiche, provenienti dalla vendemmia 2009 e precedenti, che alla data di entrata in vigore del disciplinare di produzione annesso al presente decreto trovansi gia’ confezionati, in corso di confezionamento o in fase di elaborazione, possono essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte con la D.O.C., a condizione che le ditte produttrici interessate comunichino al soggetto autorizzato al controllo sulla produzione della denominazione in questione, ai sensi della specifica vigente normativa, entro sessanta giorni dalla citata data di entrata in vigore dell’annesso disciplinare, i quantitativi di prodotto giacenti presso le stesse.

Art. 4
1. All’allegato A sono riportati i codici, di cui all’art. 7 del Decreto ministeriale 28 dicembre 2006, delle tipologie dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba».

Art. 5
1. Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo vini con la denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e’ tenuto, a norma di legge, all’osservanza delle condizioni e dei requisiti stabiliti nell’annesso disciplinare di produzione.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 2 agosto 2010
Il Capo dipartimento: Rasi Caldogno

ANNESSO

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI
A DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA E GARANTITA
«DOLCETTO DI DIANO D’ALBA» O «DIANO D’ALBA»

articolo 1
Denominazione e vini
1. La denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e’ riservata ai vini rossi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie, specificazioni aggiuntive o menzioni:
«Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba»;
«Dolcetto di Diano d’Alba» Superiore o «Diano d’Alba» Superiore.
«Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e «Dolcetto di Diano d’Alba» Superiore o «Diano d’Alba» Superiore con una delle «menzioni geografiche aggiuntive» riportate al successivo art. 7 alle quali potrà essere aggiunta la menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo alle condizioni stabilite dall’art. 7, comma 5.
2. Le delimitazioni delle <<menzioni geografiche aggiuntive>> di cui al comma 1, sono definite tramite l’allegato in calce al presente disciplinare di produzione.

articolo 2
Base ampelografia
1. La denominazione «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» di cui all’art.1, e’ riservata ai vini ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti aventi nell’ambito aziendale la seguente composizione ampelografica: vitigno Dolcetto 100%.

articolo 3
Zona di produzione delle uve
1. Le uve destinate alla produzione dei vini di cui al presente disciplinare di produzione devono essere prodotte nella zona di origine costituita dall’intero territorio del comune di Diano d’Alba, in provincia di Cuneo.

articolo 4
Norme per la viticoltura
1. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui al presente disciplinare di produzione devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità.
2. In particolare le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai requisiti esposti ai punti che seguono:
– terreni: argillosi, calcarei e loro eventuali combinazioni;
– giacitura: esclusivamente collinare. Sono da escludere categoricamente i terreni di fondovalle, umidi, pianeggianti e non sufficientemente soleggiati;
– altitudine: non superiore a 550 metri s.l.m.;
– esposizione: adatta ad assicurare un’idonea maturazione delle uve, ma con l’esclusione del versante nord;
– densità d’impianto: quelle generalmente usate in funzione delle caratteristiche peculiari dell’uva e del vino. I vigneti oggetto di nuova iscrizione, di nuovo impianto o di reimpianto dovranno essere composti da un numero di ceppi ad ettaro, calcolati sul sesto d’impianto, non inferiore a 3.500;
– forme di allevamento e sistemi di potatura: quelli tradizionali (forma di allevamento: la controspalliera; sistema di potatura: il Guyot tradizionale) e/o comunque atti a non modificare in negativo le caratteristiche di qualità delle uve e dei vini;
– E’ vietata ogni pratica di forzatura.
3. La produzione massima di uva ad ettaro di vigneto in coltura specializzata per la produzione dei vini di cui al presente disciplinare di produzione ed il titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle relative uve destinate alla vinificazione devono essere rispettivamente le seguenti:
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba”: resa uva: 8,0 t/ha; titolo alcolom. volumico min. naturale: 11,50% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore: resa uva: 8,0 t/ha; titolo alcolom. volumico min. naturale: 12,00% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” con “menzione geografica aggiuntiva”: resa uva: 8,0 t/ha; titolo alcolom. volumico min. naturale: 11,50% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore con “menzione geografica aggiuntiva”: resa uva: 8,0 t/ha; titolo alcolom. volumico min. naturale: 12,00% vol;
La resa massima di uva ammessa per la produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano D’Alba» Superiore entrambi con «menzione geografica aggiuntiva» e con menzione aggiuntiva «vigna» seguita dal relativo toponimo deve essere:
fino al secondo anno resa uva t/ha uguale a zero;
al terzo anno:
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba”: resa uva: 4,3 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,00% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore: resa uva: 4,3 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,00% vol;
al quarto anno: 
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba”: resa uva: 5,0 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,00% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore: resa uva: 5,0 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,50% vol;
al quinto anno: 
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba”: resa uva: 5,8 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,00% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore: resa uva: 5,8 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,50% vol;
al sesto anno: 
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba”: resa uva: 6,5 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,00% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore: resa uva: 6,5 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,50% vol;
a partire dal settimo anno: 
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba”: resa uva: 7,2 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,00% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore: resa uva: 7,2 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,50% vol;
Nelle annate favorevoli, i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini di cui al presente disciplinare di produzione, ivi compresi quelli con menzione vigna, devono essere riportati ai limiti sopra indicati purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermo restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
4. In caso di annata sfavorevole, che lo renda necessario, la Regione Piemonte fissa una resa inferiore a quella prevista dal presente disciplinare anche differenziata nell’ambito della zona di produzione di cui all’art. 3.
5. I conduttori interessati che prevedano di ottenere una resa maggiore rispetto a quella fissata dalla Regione Piemonte, ma non superiore a quella fissata dal precedente punto 3, dovranno tempestivamente, e comunque almeno cinque giorni prima della data d’inizio della propria vendemmia, segnalare, indicando tale data, la stima della maggiore resa, mediante lettera raccomandata agli organi competenti per territorio preposti al controllo, per consentire gli opportuni accertamenti da parte degli stessi.
6. La Regione Piemonte, su richiesta del Consorzio di Tutela e sentite le rappresentanze di filiera, vista la situazione del mercato, può stabilire la sospensione e/o la regolamentazione, anche temporanea, delle iscrizioni all’Albo per i vigneti di nuovo impianto che aumentano il potenziale produttivo della denominazione.

articolo 5

Norme per la vinificazione
1. Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio dei vini di cui al presente disciplinare di produzione devono essere effettuate nel territorio della provincia di Cuneo.
2. La resa massima dell’uva in vino finito non dovrà essere superiore a:
“Diano d’Alba” o “Dolcetto di Diano d’Alba”: resa uva t/ha: 70%; produzione max vino: 5,6 hl/ha;
“Diano d’Alba” Superiore o “Dolcetto di Diano d’Alba” Superiore: resa uva t/ha: 70%; produzione max vino: 5,6 hl/ha;
Per l’impiego della menzione geografica aggiuntiva, seguita da «vigna» con relativo toponimo, fermo restando la resa percentuale massima uva-vino di cui al paragrafo sopra, la produzione massima di vino hl/ha ottenibile e’ determinata in base alle rese uva t/ha di cui all’art. 4 punto 3. Qualora tale resa superi la percentuale sopraindicata, ma non oltre il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla Docg; oltre detto limite percentuale decade il diritto alla denominazione di origine per tutto il prodotto.
3. Nella vinificazione devono essere seguiti i criteri tecnici piu’ razionali ed effettuate le pratiche enologiche atte a conferire al vino le migliori caratteristiche di qualità, ivi compreso l’arricchimento, secondo i metodi riconosciuti dalla legislazione vigente.
4. I seguenti vini devono essere sottoposti a un periodo di invecchiamento:
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore: durata 10 mesi; decorrenza 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve.
Per i seguenti vini l’immissione al consumo e’ consentita soltanto a partire dalla data di seguito indicata: 
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba”: dal 1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia.
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore: dal 1° settembre dell’anno successivo alla vendemmia.
5. Per la denominazione «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» la scelta vendemmiale e’ consentita, ove ne sussistano le condizioni di legge, soltanto verso la denominazione di origine controllata «Langhe» senza specificazione di vitigno e «Langhe» Dolcetto.
6. I vini destinati alla denominazione di origine controllata e garantita di cui al presente disciplinare di produzione possono essere classificati, con le denominazioni di origine controllata «Langhe» senza specificazione di vitigno e «Langhe» Dolcetto purché corrispondano alle condizioni ed ai requisiti previsti dal relativo disciplinare, previa comunicazione del detentore agli organi competenti.

articolo 6

Caratteristiche al consumo
1. Il vino a Doc «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: rosso rubino;
odore: fruttato e caratteristico; con eventuale sentore di legno.
sapore: asciutto, ammandorlato, armonico;
titolo alcolometrico volumico minimo naturale: 12,00 % vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l in acido tartarico;
estratto non riduttore minimo: 21 g/l;
«Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» con menzione geografica aggiuntiva seguita da «vigna» con relativo toponimo:
12,00 % vol.; acidità totale minima: 4,5 g/l; estratto non riduttore minimo: 23 g/l.
2. Il vino a Doc «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» Superiore, con o senza menzione geografica aggiuntiva seguita da «vigna» con relativo toponimo, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: rosso rubino;
odore: fruttato e caratteristico; con eventuale sentore di legno;
sapore: asciutto, ammandorlato, armonico;
titolo alcolometrico volumico minimo naturale: 12,50 % vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 23 g/l.
3. E’ in facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare i limiti dell’acidità e dell’estratto non riduttore minimo con proprio decreto.

articolo 7
Etichettatura designazione e presentazione
1. La denominazione di origine controllata e garantita dei vini «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e «Dolcetto di Diano d’Alba» Superiore o «Diano d’Alba» Superiore, può essere seguita – secondo le specifiche disposizioni vigenti – da una delle seguenti «menzioni geografiche aggiuntive», amministrativamente definite nell’allegato al presente disciplinare di produzione:
Sorì Autin Grand, Sorì Autin Souvè, Sorì Autinot, Sorì Bric dei Gatti, Sorì Bric del Camparo, Sorì Bric del Ciabot, Sorì Bric del Gerlotto, Sorì Bric della Biria, Sorì Briccola, Sorì Bruni, Sorì Cascina Arione, Sorì Cascina Benevello, Sorì Cascina Carbone, Sorì Cascina Flino, Sorì Cascina Langhetto, Sorì Cascina Manzano, Sorì Cascina Rabino Soprano, Sorì Cascina Rabino Sottano, Sorì Cascina Saliceto, Sorì Cascina San Sebastiano, Sorì Ciabot Rus, Sorì Colombè, Sorì Costa Fiore, Sorì Cristina, Sorì degli Abelloni, Sorì degli Ubert, Sorì dei Berfi, Sorì dei Ciapa, Sorì dei Crava, Sorì dei Pasquali, Sorì dei Peggi, Sorì dei Piani, Sorì dei Pittatori, Sorì dei Servetti, Sorì del Bartu, Sorì del Bonorej, Sorì del Carzello, Sorì del Cascinotto, Sorì del Fossà, Sorì del Genesio, Sorì del Luma, Sorì del Moncolombetto, Sorì del Mongrande, Sorì del Montadino, Sorì del Montagrillo, Sorì del Parisio, Sorì del Pradurent, Sorì del Rabalotto, Sorì del Rapalino, Sorì del Ricchino, Sorì del Romino, Sorì del Servaj, Sorì del Sot, Sorì della Madonnina, Sorì della Mattea, Sorì della Pezzea, Sorì della Regnura, Sorì della Riccheria, Sorì della Rivolia, Sorì della Sorba, Sorì della Sorda, Sorì della Vigna, Sorì delle Cecche, Sorì di San Calogero, Sorì di San Quirico, Sorì Gabriel, Sorì la Fajà, Sorì la Rocca, Sorì Parisa, Sorì Piadvenza, Sorì Pucia del Bric, Sorì Sant’Eurosia, Sorì Santa Lucia, Sorì Teologato, Sorì Vigna della Lepre.
Le suddette menzioni geografiche aggiuntive, possono essere accompagnate dalla menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo, alle condizioni previste al successivo comma 4. Detta menzione «vigna» dovrà essere indicata soltanto se unita ad una delle menzioni geografiche aggiuntive di cui sopra.
2. Nella designazione e presentazione dei vini «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» come all’Art. 1, e’ vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi extra, fine, naturale, scelto, selezionato, vecchio e similari.
3. Nella designazione e presentazione dei vini di cui al presente disciplinare di produzione e’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi privati, purche’ non abbiano significato laudativo e non traggano in inganno il consumatore.
4. Nella designazione e presentazione dei vini all’Art. 1, la «menzione geografica aggiuntiva» dovrà essere riportata immediatamente sotto la denominazione e non potrà avere dimensione superiore a quelle utilizzate per indicare «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e «Dolcetto di Diano d’Alba» Superiore o «Diano d’Alba» Superiore.
5. Nella designazione e presentazione dei vini di cui al presente disciplinare di produzione la denominazione di origine può essere accompagnata dalla menzione «vigna» a condizione che sia rivendicata anche la «menzione geografica aggiuntiva» e purché:
– le uve provengano totalmente dal medesimo vigneto;
– tale menzione sia iscritta nella «Lista positiva» istituita dall’organismo che detiene l’albo dei vigneti della denominazione;
– coloro che, nella designazione e presentazione dei vini di cui al presente disciplinare di produzione, intendono accompagnare la denominazione di origine con la menzione «vigna» abbiano effettuato la vinificazione delle uve e l’imbottigliamento del vino;
– la vinificazione delle uve e l’invecchiamento dei vini siano stati svolti in recipienti separati e la menzione «vigna» seguita dal toponimo sia stata riportata nella denuncia delle uve, nei registri e nei documenti di accompagnamento;
– la menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo sia riportata in caratteri di dimensione inferiore o uguale al 50% del carattere usato per la denominazione di origine.
6. Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione d’origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» come all’Art.1, è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.

articolo 8

Confezionamento
1. E’ ammesso per i vini a denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» di cui all’art.1, il confezionamento nei recipienti consentiti dalla normativa vigente con l’esclusione del contenitore da 200 cl.
2. Le bottiglie in cui vengono confezionati i vini a denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» Superiore con menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo per la commercializzazione devono essere di capacità inferiore ai 500 cl. Tuttavia e’ consentito al solo scopo promozionale o in concomitanza di particolari eventi, l’utilizzo dei contenitori fino a 1000 cl.

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


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