Don Anselmo: Patrimonio del vulcano

Vent’anni di Aglianico del Vulture di Paternoster

La data di nascita dell’azienda Paternoster si può far risalire al 1925, quando Anselmo Paternoster decise di vendere le prime bottiglie di Aglianico prodotte sin’allora per uso familiare.

Il Don Anselmo  è uno dei cinque Aglianico del Vulture Doc dell’azienda, prodotto per la prima volta nell’annata 1985 e dedicato appunto a nonno Anselmo.
Le uve – Aglianico in purezza- provengono da diversi piccoli appezzamenti situati a Barile, a 600 metri d’altitudine, l’affinamento del vino avviene in parte in botti grandi ed in parte in barriques.

Durante il Merano Wine Festival abbiamo potuto partecipare a questa intrigante degustazione, condotta da Vito Paternoster, co-titolare dell’azienda, e da Giancarlo Tommasi, enologo della Tommasi Family Estates che dal 2016 ha acquisito la quota di maggioranza dell’azienda lucana.

Una verticale che ci ha portato a ritroso di vent’anni in un percorso con vini di sette annate, dalla più recente 2013 sino alla 1997.

Ecco le nostre brevi descrizioni, precedute da sintetiche annotazioni sull’andamento delle diverse annate, fornito, quest’ultime, dall’azienda.

2013 – Annata definita “spettacolare” dall’azienda.

Il colore è rubino-granato luminoso.
Non molto intenso al naso ma elegante, presenta un bel frutto rosso dolce e maturo, note balsamiche e spezie dolci che emergono sempre più col passare del tempo, ed accenni di rabarbaro.
Alla bocca troviamo un vino ancora leggermente scomposto (è ancora giovane), sapido, con frutto rosso speziato e note piccanti che ricordano il pepe, buona la sua persistenza su sentori di radice di liquirizia.

2012 – Vendemmia caratterizzata dal grande caldo, ragione per cui s’è aspettato a raccogliere le uve in attesa di giornate più fresche.

Color rubino, profondo e luminoso.
Balsamico al naso, di buona intensità, presenta note chinate e di rabarbaro, accenni di cuoio e sentori di fiori appassiti.
Buono il frutto, con accenni di confettura, elegante, con bella trama tannica e lunga persistenza su sentori di liquirizia dolce e forte.

2010 – Vendemmia caratterizzata da piogge a partire dalla metà di settembre.

Rubino luminoso, di buona intensità.
Chiuso all’inizio, un poco austero, con sentori di rabarbaro, s’apre quindi s’un bel frutto rosso speziato.
Dotato di buona struttura, con tannini importanti, sentori di radice di liquirizia su lunga persistenza.

2007 – Vendemmia caratterizzata da un andamento climatico favorevole.

Profondissimo il colore, con unghia granata.
Buona l’intensità olfattiva, elegante, frutto rosso maturo, prugna secca, note dolci, sentori di liquirizia.
Frutto rosso dolce alla bocca, prugna secca, confettura, tannini importanti ma vellutati, lunga la persistenza.

2006 – Vendemmia difficile, uva sane ma maturazione non eccellente.

Color granato profondo e luminoso.
Intenso al naso, note terziarie, cuoio, spezie, fiori appassiti.
Fresco alla bocca, con tannini decisi ma perfettamente integrati, notevole l’equilibrio gustativo, lunghissima la persistenza su note di liquirizia.

2004 – Vendemmia di grande qualità.

Granato, profondo e luminoso.
Di buona intensità olfattiva, balsamico, con leggeri accenni di cuoio, non molto espressivo.
Buona la struttura, tannini decisi e leggermente asciuganti, belle vena acida, bastoncino di liquirizia, lunga la persistenza.

1997 – Annata quasi perfetta, definita l’annata del secolo.

Granato il colore, notevole il sedimento nel nostro bicchiere.
Poco intenso al naso, sentori di liquirizia dolce, purtroppo non si riescono a percepire ulteriori sentori non potendo roteare il bicchiere per evitare di rimettere in sospensione il sedimento.
Note dolci, tannini ancora ben presenti ma perfettamente integrati, lunga la persistenza su note di liquirizia.
Un arzillo vecchietto.
Lorenzo Colombo

 

 

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


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