Etichettatura prodotti vitivinicoli

Il nuovo regolamento sull’ETICHETTATURA DEI PRODOTTI VITIVINICOLI è entrato in vigore il 1 agosto 2003. Cerchiamo di capire meglio quello che potremo trovare sulle etichette di tutte le tipologie di vini. Essendo entrato in vigore quest’estate, le prime etichette con le nuove regole le vedremo sui vini novelli in commercio a novembre prossimo e, in seguito, su tutte le annate 2003 delle varie tipologie di prodotti. Resta inteso che i vini prodotti in precedenza manterranno le etichettature attuali. Il nuovo regolamento è nato dal fatto che ormai la globalizzazione dei prodotti sul mercato rendeva necessaria la stesura di una serie di regole comunitarie per i prodotti vitivinicoli. Innanzi tutto si è cercato di concedere maggiore spazio all’operatore, evitando lo schema rigido imposto fino ad ora. Il nuovo assetto giuridico fissa delle norme generali e fondamentali comuni a tutte le categorie di prodotti che possono essere suddivisi in tre “classi” e per ogni genere di vino: indicazioni obbligatorie (con informazioni di base per il riconoscimento del prodotto); indicazioni facoltative “regolamentate” (complementari alle precedenti) e indicazioni facoltative “libere”, per meglio illustrare il prodotto ma sempre tenendo presenti regole definite.

Vini da tavola
Per i vini da tavola le indicazioni obbligatorie sono:
denominazione “vino da tavola”; nome dello stato comunitario; “mélange di vini di diversi Paesi delle Comunità” per i vini prodotti con tagli provenienti da diversi paesi; menzione “vino ottenuto in (nome dello stato) da uve provenienti da (nome dello stato);
titolo alcolometrico volumico effettivo con tolleranza dello 0,5% +/-;
volume nominale indicato in litri, centilitri o millilitri;
nome e ragione sociale dell’imbottigliatore;
numero del lotto.
Le indicazioni facoltative “regolamentate”, sempre per i vini da tavola, sono:
marchio;
tipo di prodotto, in relazione al tenore zuccherino;
colore base (ammessi solo bianco, rosso e rosato);
termine riferito all’attività agricola dell’imbottigliatore (podere, cascina, viticoltore)
Le indicazioni facoltative “libere” costituiscono una sezione nuova e che offre molte possibilità al produttore. L’unica regola imposta, infatti, è che tutto quanto viene riportato deve essere veritiero, documentabile e non suscettibile di creare confusione nel consumatore o indurlo in errore.

Vini Igt (Indicazione geografica tipica)
Le indicazioni obbligatorie per i vini Igt sono:
nome dell’area geografica (almeno l’85% deve provenire dall’area geografica menzionata);
menzione “indicazione geografica tipica”;
tutto quanto previsto per i vini da tavola.
Le indicazioni facoltative “regolamentate” comprendono:
indicazione delle varietà di uve utilizzate o loro sinonimi (devono essere inserite in ordine decrescente di proporzione);
annata di raccolta delle uve;
menzioni tradizionali (ad esempio chiaretto, passito, novello, vivace, vendemmia tardiva) che possono variare da Paese a Paese;
metodo di elaborazione;
riconoscimenti, premi, medaglie, concorsi enologici;
nome dell’azienda.
Le indicazioni facoltative “libere” per gli Igt prevedono:
non può essere menzionata una sottozona o a una zona più grande della regione determinata in quanto questa caratteristica spetta solo ai Vqprd;
tutto quanto previsto per i vini da tavola.

Vqprd (Vino di qualità prodotto in regione determinata)
Le indicazioni obbligatorie per i vini Vqprd sono:
nome della regione;
indicazione di “denominazione di origine controllata” o “denominazione di origine controllata e garantita” o “vino dolce naturale”;
si può altresì indicare la sigla Doc o Docg o Vqprd (non sono obbligati a queste sigle “Marsala”, “Asti” e “Franciacorta”;
tutto quanto previsto per i vini da tavola e Igt.
Le indicazioni facoltative “regolamentate”:
indicazione della regione più grande di cui fanno parte;
sottozona;
imbottigliamento nella regione determinata;
tutto quanto previsto per i vini da tavola e Igt.
Le indicazioni facoltative “libere” per i Vqprd comprendono:
tutto quanto previsto per i vini da tavola e Igt.

Vini spumanti
I vini spumanti naturali sono suddivisi nelle seguenti categorie:
vino spumante (generico);
vino spumante di qualità;
vino spumante di qualità del tipo aromatico;
vino spumante di qualità prodotto in regione determinata (spumante Docg o Doc).
Le indicazioni obbligatorie per questa “famiglia” sono:
menzione di “vino spumante”;
nome e ragione sociale dell’imbottigliatore;
titolo alcolometrico volumico effettivo (con tolleranza di 0,8%vol.);
tenore di zucchero con le seguenti diciture: “brut nature”, “extra brut”, “extra dry”, “secco o dry”, “demi sec”, “dolce”.
Le indicazioni facoltative “regolamentate”:
nome della varietà della vite (una sola varietà se è almeno dell’80% altrimenti devono essere menzionate tutti i vitigni utilizzati fino al raggiungimento del 100%);
marchio del produttore che non crei confusione al consumatore.
Indicazioni facoltative “libere”: anche in questo caso, l’unica regola imposta è che tutto quanto riportato deve essere veritiero documentabile e non suscettibile di creare confusione nel consumatore o indurlo in errore.

Vini liquorosi
È stata stabilita anche una suddivisione per i vini liquorosi in:
vini liquorosi (generici);
vini a Igt di tipo liquoroso;
Vqprd del tipo liquoroso.
Questi vini vengono regolamentati con le stesse indicazioni rispettivamente dei “vini da tavola”, “vini Igt” e vini “Vqprd”.

Definite le caratteristiche principali di ciò che apparirà sulle nuove etichette, riteniamo utile per l’appassionato e per il consumatore più evoluto riportare un elenco di quelle che sono state definite “menzioni tradizionali” che potranno comparire in sostituzione o unitamente al nome della Doc o Docg. Da tenere ben presente che abbiamo scelto di non elencare quelle menzioni che chiaramente indicano un vino specifico (ad esempio Cagnina per Doc Cagnina di Romagna, Falerio per Doc Falerio dei Colli Ascolani eccetera).

Menzioni complementari tradizionali
Landwein Indicazione Geografica per la provincia di Bolzano;
Vin de Pays Indicazione Geografica della Regione Valle d’Aosta;
Alberata Doc Aversa;
Annoso Doc Controguerra;
Apianum Doc Fiano di Avellino;
Buttafuoco Doc Oltrepò Pavese;
Ciaret Doc Monferrato;
Chateau Doc Valle d’Aosta;
Dunkel Doc Alto Adige e Doc Trentino;
Fior D’Arancio Doc Colli Euganei;
Flétri Doc Valle d’Aosta;
Garibaldi Dolce Doc Marsala;
Italia Particolare Doc Marsala;
Klassisch Doc Caldano e Doc Alto Adige;
Kretzer Doc Alto Adige, Doc Trentino e Doc Teroldego Rotaliano;
Ramie Doc Pinerolese;
Rebola Doc Colli di Rimini;
Rubino Doc Marsala, Doc Rubino di Cantavenna e Doc Teroldego Rotaliano;
Sangue di Giuda Doc Oltrepò Pavese;
Torchiato Doc Colli di Conegliano;
Vermiglio Doc Colli Etruria;
Occhio di Pernice per le seguenti Doc, Bolgheri, Vin Santo di Carmignano, Colli dell’Etruria Centrale, Colline Lucchesi, Cortona, Elba, Montecarlo, Monteregio di Massa Marittima, San Gimignano, Sant’Antimo, Vin Santo del Chianti, Vin Santo del Chianti Classico, Vin Santo di Montepulciano.

Menzioni tradizionali
Amarone Doc Valpolicella;
Cannellino Doc Frascati;
Governo Toscano Docg Chianti, Docg Chianti Classico e Igt Toscana Centrale;
Gutturnio Doc Colli Piacentini;
Lacryma Christi Doc Vesuvio;
Lambiccato Doc Castel San Lorenzo;
Recioto Doc Valpolicella, Doc Gambellara e Docg Recioto di Soave;
Sciacchetrà Doc Cinque Terre e Doc Riviera Ligure di Ponente;
Sforzato o Sfurzat Docg Valtellina Superiore;
Torcolato Doc Breganze;
Vin Santo o Vino Santo per le seguenti Doc e Docg: Bianco dell’Empolese, Bianco della Valdinievole, Bianco Pisano di San Torpé, Bolgheri, Candia dei Colli Apuani, Capalbio, Carmignano, Colli dell’Etruria Centrale, Colline Lucchesi, Colli del Trasimeno, Colli Perugini, Colli Piacentini, Cortona, Elba, Gambellara, Montecarlo, Monteregio di Massa Marittima, Montescudaio, Offida, Orcia, Pomino, San Gimignano, Sant’Antimo, Val d’Arbia, Val di Chiana, Vin Santo del Chianti, Vina Santo del Chianti Classico, Vin Santo di Montepulciano, Trentino.
Sergio Ronchi

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