I lavori da fare mese per mese…

Ogni giorno c’è qualcosa da fare, nella vigna o in cantina.
Ogni regione ha tempi e metodi diversi e si modernizza a modo suo.
Questa è la vita di un vignaiolo che lavora secondo la tradizione nei suoi vigneti,
situati in un angolo della Francia…

da Hugh Johnson, “Atlante mondiale dei vini”, Arnoldo Mondadori Editore, 1990 Milano.


GENNAIO
La potatura si comincia in dicembre; una volta cominciava a San Vincenzo, il 22 di gennaio. Se non c’è neve il terreno è spesso gelato, ma la vite resiste fino a meno 18°C.
Abboccatura continua delle botti. Ogni due giorni si provvede alla pulizia degli zipoli con una soluzione di biossido di zolfo. Se il tempo è bello e asciutto si comincia a imbottigliare il vino più vecchio. Si mettono le etichette alle bottiglie, si preparano gli imballaggi per la spedizione ai clienti.


FEBBRAIO
Finita la potatura si selezionano le barbatelle da innestare subito o da conservare nella sabbia, in serra. È tempo di verificare il funzionamento delle macchine per lavorare in vigna e di ordinare il solfato di rame.
Con la luna piena, se tira tramontana e fa bel tempo (in condizioni di alta pressione) si comincia a travasare il vino nuovo in botti pulite per chiarificarlo. Quindi lo si raccoglie in un tino per pareggiarne la qualità.


MARZO
Verso la metà del mese la vigna si sveglia dal letargo invernale. La linfa torna a scorrere e i germogli perdono la pellicina scura. Finita la potatura si comincia a lavorare la terra, arando in profondità per aerare il terreno, fino a scoprire le zolle.
Il primo travaso va terminato entro il mese: si dice che vino e vite abbiano gli stessi ritmi e quando la linfa riprende a scorrere il vino ricominci a fermentare. Abboccare le botti e terminare l’imbottigliamento.


APRILE
Finita l’aratura si ripulisce la vigna. Bisogna bruciare ciò che non serve e sostituire i sostegni marciti. È il momento ci mettere a dimora le talee di un anno. È bene che gemme e fiori ritardino finché non c’è più pericolo di gelo, sperando che non grandini.
Bisogna abboccare continuamente, non deve mai esserci spazio vuoto in botte. Il cinque per cento del vino evapora attraverso la parete di legno (“il vino degli angeli”).


MAGGIO
Gran pericolo: il gelo è in agguato. Nelle notti serene può essere necessario portare la stufa in vigna e far fuoco tutta la notte. Si lavora ancora il terreno per eliminare le erbacce. Ogni giorno si muovono i getti nuovi per promuovere la circolazione della linfa nella pianta. È il momento di irrorare i disinfettanti conto oidio e peronospera.
Consegne ai clienti e prima della fine del mese, al momento della fioritura, si comincia il secondo travaso del vino in barili puliti, privandolo dei sedimenti.


GIUGNO
La vite fiorisce non appena la temperatura raggiunge i 18-20°C. È un momento critico: meglio se il tempo si mantiene calmo e costante. Dopo la fioritura si diradano i getti e si legano i migliori ai fili di sostegno. Si irrorano le piante con polvere di zolfo contro l’oidio.
Si termina il secondo travaso e si ripone il vino vecchio in cantina. Il caldo favorisce l’evaporazione naturale. È opportuno controllare che i fusti non “piangano”, cioè che non ci siano fessure nel legno.


LUGLIO
Irrorazioni regolari con la miscela bordolese (solfato di rame, calce spenta e acqua). Per la terza volta si eliminano le erbacce e si tagliano i sarmenti troppo lunghi: la vite darà più frutti e meno foglie.
Nessuna spedizione se fa caldo. Bisogna mantenere fresca la cantina, chiudendola nelle notti afose e bruciando candele di zolfo. Se il tempo lo permette si può riprendere a imbottigliare.


AGOSTO
Diserbare la vigna e cimare i tralci lunghi. L’uva nera prende colore. Revisione generale dei fusti e degli attrezzi utili alla vendemmia.
Ispezione e pulizia della cantina. il vino riprende a fermentare verso metà mese; si smette di imbottigliare. Il vino leggero è meno stabile, soffre il caldo e può deteriorarsi. È bene controllarlo.


SETTEMBRE
La vendemmia si avvicina: uccelli e ragazzini lontani alla vigna! Si continuano a cimare i rami lunghi, sperando nel sole. Verso la terza settimana del mese l’uva è matura: si comincia.
Prima di vendemmiare si puliscono tini e vasche di fermentazione, si trattano con antiruggine le parti metalliche delle macchine e si riempiono d’acqua i fusti perché il legno si gonfi e li renda assolutamente stagni.


OTTOBRE
La vendemmia continua per un paio di settimane. Quindi si spargono concimi e fertilizzanti (anche le vinacce vanno bene). Si ara in profondità per preparare nuovi impianti.
Il mosto fermenta. Il vino dell’anno precedente dovrebbe essere già travasato nei fusti definitivi, riempiti fino al cocchiume e fatti ruotare di un quarto di giro. Questi fusti si trasferiscono nella “cantina del secondo anno” per fare spazio al vino nuovo.


NOVEMBRE
Si eliminano i rami lunghi: andranno bene per il fuoco. Si termina la concimatura. Bisogna coprire di terra i ceppi per proteggerli dal gelo.
Chiarificazione del vino: si filtra il vino al quale è stata aggiunta della chiara d’uovo, che trattiene i sedimenti. È ora di travasare se la vendemmia è stata ricca e matura, altrimenti si aspetta ancora un mese.


DICEMBRE
Se il terreno è dilavato dalle piogge bisognerà riportarlo e distribuirlo nella vigna. La potatura può cominciare prima di Natale, verso il 15 del mese.
I fusti devono essere riempiti bene e controllati spesso. Si imbottiglia il vino vecchio e si può assaggiare il vino nuovo con gli amici.

 

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


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