I "Lunedì di vin&alia":
Camigliano e Fazi Battaglia

Davvero una bel pomeriggio quello trascorso lunedi 18 giugno per la “seconda puntata” de i “lunedì di vin&alia”. Anche questa volta, come in occasione del precedente appuntamento, molte persone hanno affollato gli spazi messi a disposizione dagli amici della Trattoria Madonnina di via Gentilino 6 a Milano e, anche questa volta, possiamo dire che la cosa – oltre che farci molto piacere – ci ha persino piacevolmente stupito. Pare che “piaccia” l’idea di avvicinare in modo più diretto le aziende – che in questo caso erano FAZI BATTAGLIA e CAMIGLIANO – al pubblico, per noi, per i produttori che riescono a proporsi e a raggiungere il consumatore in maniera diretta e non mediata, e per i consumatori stessi che hanno modo di conoscere e apprezzare i vini e le realtà che li producono.
Le persone che sono venute a trovarci hanno così avuto modo di assaggiare alcuni tra i vini prodotti dale due aziende presentati con grande competenza e disponibilità, ma anche con tanta simpatia e pazienza, da Paola Falabretti, responsabile commerciale di Camigliano, assieme ai signori Ghezzi, proprietari della azienda toscana, e da Maddalena Mazzeschi, responsabile delle relazioni esterne di Fazi Battaglia.
Camigliano è un’azienda che, noi di vin&alia, avevamo scoperto qualche tempo fa, nel corso di una degustazione comparativa di Brunello annata 1990, organizzata dalla nostra associazione, nel corso della quale il campione di questo produttore venne valutato in termini assai lusinghieri dagli assaggiatori, anche in considerazione del fatto che il confronto vedeva in lizza, accanto a quello di Camigliano, dei Brunello nell’opinione comune più rinomati e celebrati, perlomeno sulla carta. In quella occasione maturò probabilmente la volontà da parte nostra di andare a conoscere meglio questa azienda sorprendente, volontà che si è concretizzata in occasione di questo incontro in cui Camigliano ha presentato una serie di prodotti anche in questo caso decisamente interessanti.
Fazi Battaglia certamente non ha bisogno di molte presentazioni, essendo da tempo tra i nomi più conosciuti del panorama enologico nazionale e che ha, tra le altre cose, in un certo senso caratterizzato, anche a livello di immagine, un vino tipico italiano come è il Verdicchio. Quello che da parte nostra ci sentiamo di aggiungere è che ci fa veramente piacere che da parte di un grosso, famoso e importante produttore come Fazi Battaglia ci sia la volontà di confrontarsi anche con realtà nuove e non certo “influenti” come la nostra, fidandosi – come dimostrano la tipologia e la élevata qualità e piacevolezza dei prodotti presentati nell’incontro di lunedì – di un canale informativo e conoscitivo nuovo, che va verso il consumatore.
E dunque veniamo a parlare di quello che abbiamo assaggiato, in buona compagnia e in una atmosfera informale e giustamente rilassata, rinviandovi anche alla fine di questo articolo, laddove abbiamo allegato in appendice le schede tecniche dei prodotti proposti, forniteci da Camigliano e Fazi Battaglia.
Seguendo il canonico percorso degustativo, partiamo dunque dai bianchi presentati dall’azienda marchigiana, che ci ha portato in degustazione tre dei suoi vini, prodotti con uve Verdicchio al 100 per cento. Il “Titulus”, il prodotto base della casa con la sua celebre bottiglia ad anfora, ha rappresentato una sorpresa, soprattutto se si considera che mediamente, nel mondo del vino, non è mai facile conciliare qualità e quantità; in questo caso l’operazione pare riuscita se si considera che il vino che abbiamo assaggiato – che è sembrato piacevole e fresco, dagli aromi floreali intensi e giustamente acido – viene prodotto in circa 2,5 milioni di bottiglie all’anno e viene commercializzato a un prezzo decisamente “ragionevole”.
Il “Le Moie”, che prende il nome da un cru situato nel territorio dei Castelli di Jesi, si e’ presentato con aromi decisamente più delicati, quasi un po’ nascosti, e buona struttura. Piacevole all’occhio, a qualcuno ha dato l’impressione di aver bisogno di ancora un po’ di tempo per dare il meglio.
Il “San Sisto”, infine – uno dei vini di punta di Fazi Battaglia che deve anch’esso il nome ad un importante vigneto di proprietà – ci ha mostrato un bel colore giallo paglierino carico, profumi intensi e ricchi di sfumature, una struttura considerevole e un sapore deciso. Un vino elegante e curato, oseremmo dire secondo un gusto internazionale, dove la barrique ci è sembrata presente più alla bocca che al naso e al quale la potenziale longevità dovrebbe garantire una ulteriore edinteressante evoluzione.
Dal Verdicchio al Brunello. Siamo così passati ai rossi di Camigliano che ci ha fatto assaggiare, oltre ai vini, anche un ottimo olio extravergine di oliva, molto buono, caratterizzato da bassa acidità e ottenuto da olive raccolte a mano, e la sua grappa di Brunello, prodotta con vinacce di uve 100 per cento Sangiovese. L’azienda ilcinese ha presentato a sua volta tre vini. Il “Poderuccio” 1999, un Igt che e’ il risultato di un uvaggio Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot in proporzioni diverse (come si può leggere nella scheda tecnica allegata) che, passato in barrique, avvicina il vino, anche in questo caso, a canoni internazionali. Ci e’ sembrato morbido, ben costruito, pronto da bere con soddisfazione. Giustamente diverso il Brunello Docg ’96, dai profumi intensi e dal sapore deciso, con notevole contenuto alcolico, che e’ parso promettere molto anche in prospettiva, con un ulteriore affinamento in bottiglia. Un Brunello tradizionale nel senso più positivo del termine (anche perché la barrique non viene usata). Ottimo ci è sembrato infine il Brunello Riserva 1995; un vino assai equilibrato, intenso e potente, ma anche armonico, maturo, quasi da credere di aver avuto la fortuna di incontrarlo nel momento giusto della sua vita (o magari della nostra…).

Bene, chiediamo scusa per questo excursus tecnico che non dovrebbe propriamente competerci, ma ci e’ sembrato giusto raccontarvi, come sempre cerchiamo di fare, anche delle sensazioni provate e che ci siamo scambiati, tra i presenti, chiacchierando amabilmente, e comunque senza intenti valutativi. L’importante era cercare di creare ancora una volta una occasione di incontro tra realtà diverse (produttori e consumatori), persone diverse e magari idee diverse legate al vino (e non solo), che potesse rappresentare comunque un momento di confronto e, speriamo, di arricchimento reciproco. Sperando di incontrarci ancora più numerosi, la prossima volta, dopo le vacanze estive, un grazie a tutti i partecipanti (produttori e non) e, ovviamente, agli amici della Madonnina che anche questa volta ci hanno gentilmente ospitato.

 

Ecco ora le schede dei vini (e di qualcos’altro…) che erano in degustazione alla Trattoria Madonnina

Camigliano, ovvero
il Brunello di Montalcino
Castello Camigliano
Via D’Ingresso 2 – Località Camigliano
53024 Montalcino (SI)
telefono 0577 844068 – 816061
fax 0577 816040
www.camigliano.it

BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG
Annata: 1996
Uvaggio: Sangiovese grosso
Affinamento: 2,5 anni in botti di rovere di Slavonia
Macerazione: 15-18 giorni
Vinificazione: termoregolata
Quantità prodotta: 160.000 bottiglie

BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA
Annata: 1995
Uvaggio: Sangiovese grosso
Affinamento: 3 anni in botti di rovere di Slavonia
Macerazione: 18-20 giorni
Vinificazione: termoregolata
Quantità prodotta: 20.000 bottiglie

PODERUCCIO IGT
Annata: 1999
Uvaggio: 20% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot , 60 % Sangiovese
Affinamento: 8 mesi in barrique
Macerazione: 15-18 giorni
Vinificazione: termoregolata
Quantità prodotta: 50.000 bottiglie

GRAPPA DI BRUNELLO DI MONTALCINO
Uve:100% Sangiovese.
Vinacce: dopo la svinatura delle uve destinate alla produzione di Brunello le vinacce vengono avviate alla distillazione freschissime.
Caratteristiche: perfettamente limpida ha profumi fini e persistenti, con lieve sfumatura di vaniglia. Armonica e ben equilibrata è particolarmente morbida e rappresenta il distillato ideale di fine pasto.

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
Varietà produttive: Frantoiano, Moraiolo, Correggiolo.
La raccolta del frutto è effettuata esclusivamente a mano, e, a seconda dell’ andamento climatico, avviene tra la prima dacade di Novembre e la prima di dicembre. La frangitura a freddo di olive perfettamente sane consente l’ estrazione di un olio con acidità inferiore allo 0,3 per cento.
Il profumo fruttato ed intenso, con sapore pulito, rotondo e morbido ne fanno l’ ideale condimento per qualsiasi piatto.
Per gustare al massimo le caratteristiche di questo olio si consiglia di utilizzarlo per la classica “bruschetta” o “fettunta” toscana.
Si consiglia di conservare il prodotto al fresco e al
riparo dalla luce.

Casa Vinicola Fazi Battaglia,
ovvero
il Verdicchio dei Castelli di Jesi
Via Roma 117 – 60032 – Castelplanio (AN)
telefono 0731 813444 – fax 0731 814149
www.fazibattaglia.it

SAN SISTO
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Riserva
Millesimo attualmente in commercio: 1998
Tipologia: Doc
Uve e percentuali: 100% verdicchio
Maturazione: fermentazione in barriques dove permane per 12-14 mesi; segue un anno di affinamento in bottiglia
Numero di bottiglie prodotte annualmente: circa 12.000 bottiglie
Gradazione alcolica: 13% vol
Primo anno di produzione: 1993
Annate non prodotte: 1994 molto limitata, 1996 non prodotta

Caratteristiche organolettiche: Colore giallo paglierino carico, con riflessi dorati che appaiono dopo qualche anno di affinamento in bottiglia. Profumo intenso, complesso, nel quale i sentori fruttati si fondono in modo armonico ed elegante con quelli di vaniglia e di burro di arachide caratteristici della permanenza in rovere. Sapore deciso, rotondo, pieno e persistente.

Servizio: Ideale abbinato con pesci al forno, primi piatti marinari con pasta all’uovo e carni bianche in genere, servito a 12-14°C.

Notizie varie: Da un nostro vigneto di 30 ettari in località San Sisto, a 350 metri sul livello del mare, abbiamo scelto i 12 ettari che per composizione del terreno e microclima sono ideali per la produzione delle uve destinate a questo Cru. Il vigneto è allevato a spalliera, con 3.000 viti per ettaro, e sul cordone permanente vengono lasciati 3 speroni da 2-3 gemme; la produzione per pianta è di 2,5 chili di uva per un totale di 75 quintali per ettaro, contro i 110 ammessi dal disciplinare. L’uva viene seguita con la massima cura affinché arrivi a maturazione acquisendo tutti gli elementi (acido tartarico, acido malico, zuccheri, aromi, ecc.) di cui abbiamo bisogno per la realizzazione di questo particolare vino. Una volta raggiunto il livello di maturazione ottimale, valutato grazie agli attenti prelievi periodici, i grappoli vengono staccati da mani esperte, adagiati in cassette da 18-20 chili e immediatamente trasportati in cantina. Qui le uve vengono convogliate in una pressa pneumatica la quale inizia la spremitura soffice degli acini, esercitando una pressione massima di 0.2 atmosfere. Il mosto ottenuto (55%), viene immediatamente raffreddato a 10-15 °C per allontanare le parti fecciose grossolane che comprometterebbero la futura qualità del vino. Dopo 12 ore circa al mosto limpido vengono aggiunti i lieviti e a fermentazione iniziata il mosto viene trasferito in piccole botti di rovere francese da 225 e 500 litri. Inizia a questo punto il lungo, complesso e delicato processo di trasformazione: il mosto ad opera dei lieviti si trasforma in vino, mentre il legno cede le sue spezie e i suoi tannini; i sentori fruttati del vino si fondono quindi con eleganza con quelli tipici del legno di rovere regalando al vino sensazioni intense e complesse Il tutto avviene sotto la guida di mani esperte che con la massima cura operano dei rimescolamenti ad intervalli regolari per tenere le fecce in sospensione. Il mosto in trasformazione viene anche degustato periodicamente, naso e palato pronti a captare eventuali imperfezioni sul nascere. Dopo 12-14 mesi circa il vino esce dal legno e viene imbottigliato. Nel vetro il “San Sisto” rimane in locali termo-condizionati per almeno un altro anno; grazie a questo periodo di riposo il vino si affina, il gusto del legno e le spezie si amalgamano e si integrano, sviluppando al massimo la complessità di questo prodotto. Il risultato di questo lungo processo è il “San Sisto”, Riserva di Verdicchio dei Castelli di Jesi, un vino bianco elegante e raffinato dalla longevità straordinaria.

LE MOIE
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore
Millesimo attualmente in commercio: 2000
Tipologia: Doc
Uve e percentuali: 100% verdicchio
Maturazione: fermentazione in serbatoi di acciaio inox tranne un 5-8% del mosto che viene fermentato in barriques; l’affinamento in vetro dura circa 60 giorni.
Numero di bottiglie prodotte annualmente: circa 60.000 bottiglie
La gradazione alcolica media: 12,5% vol

Caratteristiche organolettiche: “Le Moie” è un vino elegante, ricco di struttura, morbido e delicatamente aromatico. Caratterizzato dal colore giallo paglierino intenso con tenui riflessi verdognoli nei primi mesi di vita, ha un profumo fruttato, con sfumature fresche e un ricordo di frutta secca; pur nella sua complessità si colgono molto bene i caratteri varietali del verdicchio quale la mela golden e il glicine, ma sono altrettanto presenti sentori di frutta tropicale matura. Il sapore è fresco, ricco di buona persistenza.

Servizio: Si consiglia ad una temperatura di circa 12-14 C°, accompagnato da piatti marinari o da carni bianche fredde.

Notizie varie: Questo Cru di Verdicchio prende il nome dal nostro vigneto situato nella località Moie, una frazione del comune di Maiolati Spontini, al centro della zona Classica dei Castelli di Jesi. Il vigneto si trova a 180 metri sul livello del mare, ed ha un’estensione complessiva di 35 ettari con 2000 viti per ettaro allevate a spalliera con metodo di potatura a silvoz; grazie alla potatura verde, la produzione di uva per ettaro si attesta intorno agli 80 quintali per ettaro.
Il nostro Cru di Verdicchio proviene da questo vigneto e precisamente da soli 15 ettari che sono stati scelti perché, per natura del terreno e microclima, ci hanno sempre dato un’uva migliore. Per ottenere una maggiore complessità nei caratteri organolettici del “Le Moie”, le uve vengono vendemmiate a mano, in 4-5 raccolte successive, per ottenere indici di maturazione diversi. Questa tecnica permette di unire i profumi più freschi a quelli di frutta matura.
Solo mani esperte selezionano e staccano i grappoli nei vari passaggi, adagiandoli in piccole casse da 18-20 chili, per non schiacciare l’uva prima del suo arrivo in cantina.
Trasportata in cantina l’uva viene convogliata in una pressa automatica che, esercitando una pressione di sole 0.2 atmosfere, separa il 55-58% di mosto.
Dopo il raffreddamento a 10-12°C il mosto limpido viene fatto fermentare in serbatoi di acciaio inox ad una temperatura costante sui 16 °C; circa il 5-8% del mosto viene fermentato in barriques per dare una nota di maggior compattezza e pienezza al palato, unendo i sentori più freschi ai profumi di frutta matura e dando pienezza al palato anche nel tempo.
A fine febbraio si assemblano i giusti rapporti delle diverse qualità di vino, ottenute dalla raccolta in più passaggi e tenute distinte fino a questo momento, e si imbottiglia. L’affinamento in vetro dura circa 60 giorni, e solo quando il Le Moie viene giudicato pronto, lascia la nostra cantina.

TITULUS
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico
Millesimo attualmente in commercio: 2000
Tipologia: Doc
Uve e percentuali: 100% Verdicchio
Maturazione: 15-18 giorni di fermentazione in serbatoi di acciaio inox; affinamento in vetro per circa 25-30 giorni
Numero di Bottiglie prodotte annualmente: 2.500.000 bottiglie
Gradazione alcolica media: 12% vol.

Caratteristiche Organolettiche: “Titulus” è un vino elegante, morbido e ricco di struttura; caratterizzato da un intenso colore giallo paglierino con tenui riflessi verdognoli nei primi mesi di vita, ha un caratteristico profumo vinoso, floreale, con sfumature fresche e un ricordo di crosta di pane appena sfornato. Il sapore è acidulo, sapido, ricco di buona persistenza.

Servizio: Si consiglia ad una temperatura di circa 12 C°, accompagnato da insalate di mare e piatti marinari in genere.

Notizie varie: Prodotto nella zona Classica del Verdicchio dei Castelli di Jesi, “Titulus” nasce solo ed esclusivamente da uve Verdicchio selezionate e raccolte a mano nei vigneti della Fazi Battaglia, circa 300 ettari adagiati nel cuore delle colline marchigiane ad altitudini ed esposizioni diverse e complementari.
Man mano che le uve raggiungono il livello di maturazione adeguato, verificato con prelievi periodici e sistematici in più punti di ogni singolo vigneto, vengono raccolte a mano e trasportate in cantina con cassoni termocondizionati. Complessivamente la vendemmia si prolunga per circa 20 giorni, rispettando così al meglio i diversi livelli di maturazione dei vari vigneti.
Le uve arrivate in cantina vengono convogliate con pompe particolari in presse pneumatiche che, esercitando una pressione di appena 0,2 atmosfere, consentono la fuoriuscita del 65-67% di mosto. Questa spremitura soffice viene immediatamente raffreddata a 12-15°c. per la defecazione; dopo 12 ore circa il mosto limpido inoculato con particolari lieviti inizia la fermentazione che si protrae per 15-18giorni, il tutto in serbatoi inox termocondizionati ad una temperatura controllata di 16-18°C.
Ai primi di Febbraio il vino è pronto all’imbottigliamento. Dopo l’imbottigliamento il vino sosta in magazzino per 25-30 giorni prima della commercializzazione. Giovanni Ciocca

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


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