IGP: La storia di Damiano Ciolli

Dieci annate di Cirsium

Con Damiano Ciolli ci conosciamo da tanto tempo ovvero da quando io ero un aspirante sommelier che frequentava l’AIS Roma mentre lui, timido e riservato, era un giovane vignaiolo che affrontava il grande pubblico di appassionati di vino che si radunava all’interno delle patinate sale dell’hotel Parco dei Principi.

Me lo ricordo bene Damiano, oggi come ieri era il primo ad arrivare al suo banchetto che non lasciava mai anche quando, scoraggiato per la scarsa affluenza, rimaneva solo col suo vino perché il pubblico, i c.d. addetti ai lavori, non volevano nemmeno provare il suo Cesanese di Olevano Romano che fino ad allora era considerato un prodotto di scarsa qualità, spesso abboccato, adatto più ad essere venduto più in damigiana che in bottiglia etichettata.

Damiano, ovviamente, era il primo ad essere consapevole della cattiva reputazione di questo vino perché negli anni ’50 e ’60 suo papà Costantino vendeva cesanese sfuso nel vorace mercato di Roma che trenta anni più tardi, negli anni ’80, inizia a preferire il bianco da osteria portando il papà di Damiano ad estirpare piante di cesanese in virtù di nuovi impianti di trebbiano e malvasia. Al tempo bisognava fare quantità e cassa, la qualità non era contemplata nonostante le enormi potenzialità di un terroir assolutamente unico che verrà valorizzato solo a partire dai primi anni 2000. In quel periodo, infatti, due avvenimenti hanno creato i presupposti per la grande rivoluzione enologica in casa Ciolli: il supporto  e l’incoraggiamento di Roberto Cipresso che in quegli anni lavorava nei pressi di Olevano Romano col progetto Wine Circus e, soprattutto, la grande gelata del 2001 che, teoricamente, aveva compromesso le vecchie vigne di cesanese del 1953 piantate dal nonno e che Damiano, cocciuto  più che  mai, ha chiesto di curare e vinificare prima del futuro espianto programmato per l’anno successivo.

Quel primo imbottigliamento sperimentale, probabilmente frutto anche di uno scontro generazionale, è ora davanti a me, su un tavolo con intorno tanti altri giornalisti del settore perché dal 2001, la prima annata di Cirsium, il cui nome prende spunto dal cardo campestre, Damiano ha fatto tanta strada diventando oggi un faro non solo per tutta la denominazione ma anche, permettetemi, per tutta l’enologia del Lazio che ha ancora ben pochi riferimenti da seguire.

Questa verticale storica di Cirsium, che proverò orgogliosamente a descrivere, è dedicata perciò a tutti i sognatori e i testardi come Damiano e, indirettamente, è rivolta a tutti coloro che dieci anni fa nelle sale dell’AIS Roma passavano davanti a quel banchetto con la scritta Azienda Ciolli senza fermarsi a scoprire i sogni di un giovane vignaiolo che andava solo incoraggiato visto la qualità del vino che già allora produceva.

Damiano Ciolli –  Cesanese di Olevano Romano DOC “Cirsium” 2001: l’annata, come già detto, inizia male, con una gelata, la vigna del ’53 sembra ormai defunta ma Damiano, che non aveva nulla da perdere, prende in mano la situazione e, grazie anche ad una primavera e ad una estate molto positive, raccoglie (pochi) grappoli perfettamente maturi dando vita a questa prima annata di Cirsium che ancora oggi, per equilibrio, integrità e complessità, rappresenta un vero e proprio miracolo enologico (data anche la scarsa esperienza del vignaiolo) rappresentando uno dei migliori vini del Lazio degli ultimi quindici anni. Non so perché ma, ripensando al vino, mi sono venute in mente le parole di Paulo Coelho:”Tutto l’universo cospira affinché chi lo desidera con tutto se stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni”.

Nota tecnica: il vino è stato fermentato in vasche di vetroresina e affinato in barrique nuove per circa 12 mesi.

Damiano Ciolli –  Cesanese di Olevano Romano DOC “Cirsium” 2003: l’annata calda, atipica per mancanza di escursione termica tra giorno e notte (ricordo che Olevano Romano è a circa 500 metri s.l.m.), ha dato vita ad un Cesanese di Olevano Romano molto boteriano con un naso pronunciato che evoca note di mirtillo, ciliegia, lampone, frutta secca e rabarbaro. Al sorso è giustamente caldo e rotondo e, nonostante qualche sbuffo alcolico di troppo, va giù senza troppi problemi. Da bere ora.

Nota tecnica: il vino è stato fermentato in acciaio e affinato in barrique nuove e usate per circa 12 mesi.

Damiano Ciolli – Cesanese di Olevano Romano DOC “Cirsium” 2004: l’annata è di quelle che piacciono a Damiano, fresca ed equilibrata, ed il risultato si percepisce nettamente al naso dove emergono sensazioni di peonia, geranio, ribes rosso e gentile balsamicità. Al sorso il vino si conferma di buon bilanciamento e perfettamente agile grazie ad una sostenuta acidità. Un vino più di pancia che di testa che non chiede altro se non quello di essere bevuto senza pensieri all’interno di una serata tra amici.

Nota tecnica: il vino è stato fermentato in acciaio e affinato in barrique nuove e usate per circa 12 mesi.

Damiano Ciolli – Cesanese di Olevano Romano DOC “Cirsium” 2005: altra annata fresca ma, a differenza del precedente, questo Cirsium lo troviamo in netta fase di chiusura aromatica visto che nel corso del tempo non fatto altro che arricciarsi su se stesso creando una corazza olfattiva difficilmente scalfibile. Solo durante la fase gustativa del vino si riescono ad intravedere le enormi potenzialità di questo vino che oggi è un groviglio di sapori la cui risoluzione ad oggi ha una gittata temporale difficilmente quantificabile. Se lo avete in cantina ritenetevi fortunati ma potreste non campare abbastanza per vederlo al top.

Nota tecnica: il vino è stato fermentato in acciaio e affinato in barrique nuove e usate per circa 12 mesi.

Damiano Ciolli – Cesanese di Olevano Romano DOC “Cirsium” 2006: questo millesimo, considerato da Damiano come uno dei migliori, parte inizialmente contratto ma basta ossigenare leggermente il bicchiere che si spalanca la porta del paradiso enoico regalando un vino dalla complessità olfattiva straripante dove ritrovo aromi di ciliegia, spezie scure, papavero, bacche di ginepro, echi balsamici e, per la prima volta in maniera così netta, un grande respiro minerale che ricorda la terra rossa vulcanica sulla quale sono piante queste vecchie viti. Sorso perfettamente orchestrato, delizioso nell’incipit morbido e caldo ed impeccabile nella trama tannica che impreziosisce lo sviluppo gustativo. Persistenza sapida praticamente interminabile. Un grandissimo Cesanese di Olevano Romano senza se e senza ma.

Nota tecnica: il vino è stato fermentato in acciaio e affinato in barrique nuove e usate per circa 12 mesi.

Damiano Ciolli – Cesanese di Olevano Romano DOC “Cirsium” 2007: le annate calde come questa, comunque inferiore alle 2003, non sono facilmente digerite dal cesanese che ritorna nella sua veste calda e compagnona, diretta e generosa grazie ad un sorso leggermente sbilanciato a vantaggio della morbidezza. Da bere subito magari accompagnando il tutto con un ottimo spezzatino di cinghiale. Perché no?

Nota tecnica: il vino è stato fermentato in acciaio e affinato in barrique nuove e usate per circa 12 mesi.

Damiano Ciolli – Cesanese di Olevano Romano DOC “Cirsium” 2009: un millesimo abbastanza fresco regala un Cesanese di Olevano Romano giovane, anarchico e leggermente scapigliato. Questa caratteristica è tutt’altro che un difetto visto che il naso e, soprattutto, l’espressione gustativa di questo Cirsium è decisamente felice ed equilibrata regalando una bocca succosissima che chiude su sensazioni iodate di grande eleganza.

Nota tecnica: il vino è stato fermentato in acciaio e affinato in barrique di vecchio passaggio per circa 12 mesi.

Damiano Ciolli – Cesanese di Olevano Romano DOC “Cirsium” 2010: qualcosa è cambiato, si percepisce nettamente odorando e, soprattutto, bevendo questo vino. Sì, qualcosa è cambiato, decisamente in meglio, Damiano ha capito che poteva spingere il suo Cesanese di Olevano Romano oltre il limite, ha compreso che l’affinamento in barrique del Cirsium non garantiva l’espressione di tutte le potenzialità del suo cesanese da vecchie vigne che, probabilmente, poteva evolvere meglio se affinato in botte grande. Aveva ragione Damiano perché questo 2010 ha le stimmate del grande vino essendo contemporaneamente complesso, austero, elegante e vibrante. Un punto di riferimento per tutta la denominazione e non solo.

Nota tecnica: il vino è stato fermentato in cemento e affinato in botti grandi da 15 hl a cui seguono 9 mesi di cemento e 18 mesi di bottiglia.

Damiano Ciolli – Cesanese di Olevano Romano DOC “Cirsium” 2011: l’annata mediamente calda stavolta non si traduce in un vino rotondo e caldo ma in un Cesanese di Olevano Romano di ottima integrità dove si sviluppano successioni aromatiche che vanno dalla cola alla bacca di ginepro fino ad arrivare alla frutta di rovo e al sottobosco. Al sorso la grande struttura del vino è decisamente supportata da una acidità irradiante e da una sapidità vulcanica sopra la media. Ciò che balza subito agli occhi o, meglio, al palato del degustatore è la grande bevibilità del vino che, dal 2010 in poi, è la nuova parola d’ordine in casa Ciolli.

Nota tecnica: il vino è stato fermentato in cemento e affinato in botti grandi da 15 hl a cui seguono circa 24 mesi di bottiglia.

Damiano Ciolli- Cesanese di  Olevano Romano DOC “Cirsium” 2012: l’annata è stata abbastanza calda ma Letizia, la compagna di Damiano che dopo la laurea in enologia e varie esperienze in giro per il mondo segue dal 2010 la cantina aziendale, mi conferma che le abbondanti piogge invernali hanno creato una sufficiente riserva d’acqua nel terreno che, fortunatamente, non ha mai mandato le piante in stress idrico. Il vino, ancora giovanissimo, esplode al naso con una carica aromatica molto voluttuosa dove ritrovo la gelatina di ribes, la fragolina di bosco, la fresia e una ventata di erbe mediterranee. La vendemmia leggermente anticipata si fa sentire soprattutto nel tannino graffiante e scalpitante che rende la beva leggermente sbilanciata su note vegetali. Piacevole, comunque, la persistenza finale il cui gusto rimanda alla mineralità vulcanica del terroir di appartenenza. Nota tecnica: il vino è stato fermentato in cemento e affinato in botti grandi da 15 hl a cui seguono  circa 24 mesi di bottiglia.
Andrea Petrini


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Nota: tutto le foto sono opera di Pasquale Pace

 

 

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