Il Brunello a Milano: 23 aziende a Villa Mozart

La seconda edizione di “BRUNELLO A MILANO: LE ANIME DI MONTALCINO” ha confermato tutto il proprio appeal, testimoniato dalla partecipazione di 23 produttori e dalla folta presenza di pubblico di operatori e semplici appassionati.
Tre sono le ragioni fondamentali del successo di questa manifestazione: la prima è indubbiamente rappresentata dalla qualità del vino ilcinese, dall’entusiasmo e dal dinamismo dei produttori del Brunello e dalla notorietà di questa zona della provincia senese, considerata tra le più importanti del panorama vitivinicolo mondiale; la seconda si può ascrivere alla preparazione del target di visitatori sollecitato, proveniente dal “pubblico” delle due associazioni culturali organizzatrici, NettaridiBacco e Vinealia, da molti anni tra le più attive in Italia nella promozione della cultura del vino; il terzo fattore di successo si deve al luogo ospitante, una villa dell’800 di grandissimo effetto architettonico, esempio raro del gusto e delle arti milanesi dell’epoca, perfettamente valorizzata nei suoi restauri in stile liberty, degna cornice per la presentazione di prodotti di grande qualità e di grande storia quali il Brunello di Montalcino.
La novità di questa edizione è stato il seminario ospitato a Milano in occasione della degustazione di Villa Mozart, durante il quale il noto enologo Roberto Cipresso, consulente di molte importanti aziende vitivinicole in Italia e all’estero, ha intrattenuto la platea convenuta su uno dei grandi temi vinicoli del momento, la situazione attuale e le prospettive future del Brunello di Montalcino.
L’interesse degli argomenti trattati e la notevole capacità oratoria del relatore hanno calamitato l’attenzione degli intervenuti, giornalisti, produttori ed esperti, sull’odierna realtà della produzione vitivinicola montalcinese, come tante altre coinvolta nel momento difficile che il mercato del vino si trova ad affrontare oggi sugli scenari economici internazionali. L’analisi di Cipresso, ha puntato il dito sulla crescita disordinata dei vigneti di Montalcino, a seguito dei successi ottenuti con il boom clamoroso dell’annata 1990 (uscita sul mercato nel 1995), definita l’annata del secolo prima che si presentasse il celebratissimo 1997.
L’exploit di questa precedente annata storica, che, secondo l’enologo, deve il suo successo anche alle contingenze economiche favorevoli date da un marco e un dollaro all’epoca assai forti rispetto alla lira, ha permesso lo svuotamento delle cantine, innescando la corsa dei produttori all’aumento delle superfici vitate, con un ottimismo che in molti casi non ha ben identificato i giusti obbiettivi da perseguire. Montalcino ha rischiato che venissero banalizzate, con scelte aziendali ispirate a rapidi successi di mercato, quelle potenzialità di un “terroir”, definito magico, che non ha eguali nel mondo.
Secondo Roberto Cipresso, sarebbe stato più opportuno approfittare del successo dell’annata 1990 per interpretare in maniera più critica il valore aggiunto di Montalcino.
Il cambio del disciplinare di produzione, che ha consentito di ridurre il periodo di invecchiamento obbligatorio in legno a soli due anni, ha certamente contribuito alla crescita qualitativa media del Brunello, aumentando contemporaneamente in tempi rapidi la disponibilità in cantina di spazio e di contenitori. Per alcuni questo cambiamento è apparso come un’occasione per rinnovare il parco legni, e aggiustare, anche in funzione dell’obiettivo enologico, le capacità dei singoli contenitori; altri invece l’hanno interpretato solo come un’opportunità, con l’incremento dei volumi utili, per raddoppiare le produzioni; la medesima circostanza quindi, non è stata da tutti sfruttata ai fini di un innalzamento dei livelli qualitativi in un contesto di forte e rinnovata personalità aziendale.
“La fretta è una cattiva consigliera nella realizzazione dei nuovi impianti di Sangiovese ­ ha affermato il giovane enologo ­ specialmente in presenza di una superficiale valutazione sulle esatte dinamiche del comparto. Oggi assistiamo a una saturazione e ad una congestione evidenti del mercato globale, invaso da vini a buon prezzo che hanno meno storia o non l’hanno affatto, ma che sono competitivi in termini di relazione qualità-prezzo. L’unica strada per la valorizzazione dell’immenso valore di Montalcino è quella di raccontare un territorio speciale per il vino, e di affermare con forza l’idea della grande diversità tra le singole produzioni, concetti che si oppongono alla triste realtà dell’omologazione”.
“Gli esempi illustri in questa direzione non mancano”
, ha continuato Cipresso. “In Bourgogne, patria indiscussa del concetto di terroir, il pinot nero più interessante è quello che, come dice madame Le Roy, non sa di Pinot Nero, illuminazione che esalta la forza del territorio con tutti i suoi elementi, al di là dell’espressione comune della varietà, obiettivo banale per il vino superiore. Anche a Montalcino ­ ha concluso Roberto Cipresso ­ è necessario che questo avvenga, partendo da un lavoro di selezione massale, in modo che ogni individuo, perfettamente acclimatato nel suo ambiente, possa proporsi con forti elementi di originalità che, per esser vincenti, possiedano, pur legati alle diverse annate, la caratteristica della ripetibilità. L’espressione della varietà deve esser vista come un’opzione minima, e quindi inversamente proporzionale alla personalità del territorio”.
Convinzione profonda espressa dal relatore, che in prima persona da anni si impegna a percorrere questa strada, che il consulente debba concentrarsi sulla formazione dei vignaioli, più che sulla elaborazione di formule e protocolli finalizzati ad ottenere vini che spesso non riflettono fedelmente le caratteristiche e la volontà della proprietà e della zona di produzione. L’invito che l’enologo rivolge ai produttori, è quello di prendere consapevolezza dei limiti e delle potenzialità del proprio territorio, e di lavorare nella ricerca di un prodotto che esprima la giusta coerenza e la peculiare personalità delle singole aziende.

Per concludere ecco l’elenco dei vini che erano in degustazione e delle aziende che li hanno proposti:

Argiano
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Rosso di Montalcino DOC 2003
“Solengo” 2002

Bolsignano
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Rosso di Montalcino DOC 2003

Camigliano
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Brunello di Montalcino DOCG 2000 “Gualto”
Rosso di Montalcino DOC 2003

Canneta
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Sant’Antimo Rosso02
“Moresco” IGT 00

Casanova di Neri
Brunello di Montalcino DOCG 2000 “Tenuta Nuova”
Brunello di Montalcino DOCG 1999
“Cerretalto” Rosso di Montalcino DOC 2003

Castello di Romitorio
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Rosso di Montalcino DOC 2002
“Brio” IGT Toscana 2003

Citille di Sopra
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Rosso di Montalcino DOC 2003
IGT Rosso di Toscana

Colombina
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Rosso di Montalcino DOC 2003
“San Martino” IGT 2000

Campi di Fonterenza
Rosso di Montalcino DOC 2003

Fattoria dei Barbi
Brunello di Montalcino DOCG 2000
“Brusco dei Barbi” 2003
Rosso di Montalcino DOC 2003

Il Forteto
Brunello di Montalcino DOCG 1999
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Grappa Generali

Il Marroneto
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Brunello di Montalcino DOCG 2000 selezione “Madonna delle Grazie”
Rosso di Montalcino DOC 2003 “Ignaccio”

Innocenti
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Rosso di Montalcino DOC 2003
“Vignalsole” IGT Toscana 2002

La Fiorita
Brunello di Montalcino DOCG 2000

Lambardi
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Rosso di Montalcino DOC 2003

La Pescaia
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Rosso di Montalcino DOC 2003
“Oricalco” IGT Toscana 2003
Gelatina di Brunello

La Vigna
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Rosso di Montalcino DOC 2003
“Maritato” IGT Toscana 2002

Mastrojanni
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Brunello di Montalcino DOCG 1999 “Vigna Schiena d’Asino”
Rosso di Montalcino DOC 2003

Paradiso di Fastelli
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Rosso di Montalcino DOC 2003

San Polino
Rosso di Montalcino DOC 2003
Rosso di Montalcino DOC 2002
Rosso di Montalcino DOC 2001

Santa Lucia
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Rosso di Montalcino DOC 2003

Tenuta Oliveto
Rosso di Montalcino DOC 2001 “Il Roccolo”
Rosso di Montalcino DOC 2002 “Castelnovo”
Brunello di Montalcino DOCG 1998

Uccelliera
Brunello di Montalcino DOCG 2000
Rosso di Montalcino DOC 2003
“Rapace” IGT Toscana 2002 

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


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