Le Pianelle

al posto dei fiori” e Bramaterra in verticale

Nel 1985 Dieter Heuskel -responsabile europeo di un gruppo di consulenza- giunge per la prima volta in Piemonte e subito ne rimane affascinato, soprattutto dai suoi vigneti e dai vini che se ne ricavano.
Dopo uno stage presso Isole e Olena, decide di acquistare, nel 2004, assieme a Peter Dipoli, produttore altoatesino, una vecchia vigna, ormai abbandonata, a Brusnengo, in provincia di Biella, nella zona di produzione del Bramaterra, zona ritenuta ancora vergine e dal potenziale ancora inespresso.
Inizia così, con l’impianto del primo vigneto, il progetto LE PIANELLE, un’azienda che in pochi anni è già riuscita ad imporsi all’attenzione degli addetti ai lavori per la qualità dei suoi prodotti.
Nel corso degli anni le minuscole parcelle (una è addirittura di 50 mq)  acquisite sono diventate cinquanta, per una superficie totale di circa quattro ettari, suddivisi tra i comuni di Brusnengo e Roasio.
I reimpianti sono stati effettuati nel 2007, 2008 e 2012, anche se permangono, nelle vigne di Roasio, vigne di cinquant’anni d’età.
I vigneti sono situati a circa 500 metri d’altitudine, su suoli composti da sabbie porfiriche rosse di natura vulcanica e rocce frantumate.
Nel 2010, poco prima della vendemmia, Dieter e Peter riescono ad acquistare un vecchia abitazione nel centro di Brusnengo, e qui viene allestita la piccola cantina  dove vengono vinificati i due prodotti aziendali: il Coste della Sesia Rosato Doc “al posto dei fiori” ed il Bramaterra Doc.

Il team de “Le Pianelle” è composto, oltre che da Dieter e Peter, dall’agronomo  Andrea Zanetta, arrivato in azienda nel 2010, che porta la sua lunga esperienza nei vigneti del nord Piemonte e dal giovane enologo Cristiano Garella, anche lui profondo conoscitore del territorio, ci sono poi altri collaboratori che si occupano delle vendite, del marketing, del marchio e di quant’altro serve per la conduzione di un’azienda vitivinicola.
La maggior parte della piccola produzione (circa 12.000 bottiglie) è commercializzata all’estero (Germania in primis).

I vini degustati:

S’inizia con un rosato dal nome curioso: Coste della Sesia Rosato Docal posto dei fiori2015 (Nebbiolo + 5% circa tra Vespolina e Croatina)
Prodotto per la prima volta nel 2010, dell’annata 2015 sono state prodotte 6.500 bottiglie.
Il 50% delle uve sono sottoposte a macerazione prefermentativa, mentre l’altro 50% a pressatura diretta; il 10% del mosto fermenta in barriques.
Il colore è rosa scarico, tendente all’aranciato.
Intenso al naso, elegante, fresco, pulito, presenta sentori di fiori secchi.
Decisamente sapido, fresco, intenso, si colgono sentori di piccoli frutti di bosco, lunga la sua persistenza.
Uno tra i migliori rosati assaggiati nel 2016.

Dopo questo vino d’ingresso è seguita una verticale di tutti i Bramaterra sinora prodotti, dall’ultima annata, la 2014 (non ancora in commercio), sino alla prima prodotta, ovvero la 2010.

Il Bramaterra (Doc dal 1979) è un vino del nord Piemonte, prodotto in cinque comuni della provincia di Biella ed in due di quella di Novara. Il suo vitigno principale e più pregiato è il Nebbiolo (localmente chiamato Spanna) che non può però essere utilizzato in purezza, ma in una percentuale variabile da un minimo del 50% ad un massimo del 80%, le altre uve utilizzate sono Croatina e/o Vespolina e/o Uva rara.

Gianni Fabrizio, Dieter Heuskel, Peter Dipoli

Nel Bramaterra di Le Pianelle  si utilizza il massimo consentito di Nebbiolo (i cloni utilizzati sono Picutener e Chiavennasca) più un 10% di Croatina ed altrettanto di Vespolina. La vinificazione avviene in tini di legno troncoconici per quanto riguarda il nebbiolo, mentre gli altri due vitigni vengono vinificati separatamente in acciaio. Anche durante l’affinamento i vari vitigni percorrono strade separate prima dell’assemblaggio: legno grande per il nebbiolo e barriques per gli altri.

2014 (Vino ancora in affinamento, verrà messo in commercio tra circa dodici mesi)
Il colore è granato-rubino di discreta intensità.
Buona l’intensità olfattiva, presenta note balsamiche e delicati accenni di legno dolce.
DI discreta struttura, asciutto, con tannini decisi e bella vena acida, lunga la persistenza su note di liquirizia.

2013 (7.000 le bottiglie prodotte in quest’annata)
Color granato-rubino trasparente.
Bel naso, elegante, mediamente intenso, presenta accenni balsamici ed un bel frutto rosso.
Fresco al palato, mediamente strutturato, sapido, con trama tannica importante, lunga la sua persistenza su sentori di liquirizia.

2012
Color granato-rubino luminoso di discreta intensità.
Buona l’intensità olfattiva come pure l’eleganza, si colgono fiori appassiti e leggere note balsamiche.
Fresco, minerale, asciutto, con bella trama tannica e lunga persistenza su note di radice di liquirizia.

2011 (prodotto in 3.900 bottiglie)
Color granato con unghia aranciata.
Notevole il naso, molto elegante, presenta sentori di fiori appassiti uniti ad accenni balsamici.
Molto fresco al palato, minerale, verticale, con bella e decisa trama tannica, elegantissimo e di grande equilibrio, lunghissima la sua persistenza su sentori di liquirizia e radici.
Grande vino.

2010 (la prima annata di questo vino ha fornito 1.556 bottiglie)
Granato di discreta intensità.
Bel naso, intenso, con note di fiori appassiti e frutto ancora in evidenza.
Di discreta struttura, leggermente astringente, con importante trama tannica, sentori di radice di liquirizia su lunga persistenza.

Croatina

Infine due assaggi di vini da singoli vitigni pre-assemblaggio:

Croatina 2015 (da barriques)
Dal profondissimo colore violaceo-purpureo.
Intenso al naso dove ci propone un frutto rosso maturo e sentori di spezie dolci.
Fruttato-speziato anche al palato, con leggeri accenni vegetali.

Vespolina 2015 (prova da vasca)
Il colore è rubino, con sfumature color granato.
Discretamente intenso al naso, balsamico, elegante.
Fresco e balsamico anche alla bocca, elegantissimo, presenta sentori di liquirizia su una lunga persistenza.
Lorenzo Colombo

 

 

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


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