Garantito IGP: Moldova Wines

Sorpresa!

Alzi la mano chi, fuori da ogni perbenismo e in mancanza di approfondita esperienza diretta, scommetterebbe un euro sulla qualità intrinseca dei vini moldavi.

Direi quasi nessuno, sebbene la piccola ex repubblica sovietica possa vantare in materia una certa tradizione (nonchè vocazione) e con la Georgia fosse stata destinata da Baffone e dai suoi epigoni a fare da cantina centralizzata del grande impero rosso, nonché russo.

Non ho difficoltà ad ammettere che anch’io nutrivo molti legittimi dubbi non tanto sulla teorica esistenza, laggiù, di singoli buoni vini, quanto del livello della qualità media.

Ebbene, ho dovuto ricredermi dopo la trentina di bottiglie delle principali cantine moldave che ho avuto l’opportunità di assaggiare partecipando all’edizione 2018 della Conferenza globale sul turismo del vino organizzata dalla UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite) appena conclusasi a Chisinau e dintorni.

Due numeri, tanto per inquadrare il tema e prima di segnalare qualche etichetta.

La Moldova produce 1,8 milioni di litri di vino all’anno, principalmente vini fermi ma anche spumanti, e la relativa industria contribuisce al 3,2% del pil del paese, nonché al 7,5% delle esportazioni (circa 67 milioni di bottiglie, al 55% di rosso). Le aziende produttrici di vino ufficialmente censite sono 54 e quasi al metà di esse offre anche servizi legati al turismo.

Una realtà, dunque, fatta di cantine di grande dimensioni, spesso eredi dirette (in termini di superficie vitata e di strutture produttive) di quelle statali di epoca socialista e, per questo e per ragioni geoeconomiche, fine a qualche tempo fa strettamente legate al mercato russo e a quello orientale.

La crisi del rublo e il perdurare delle tensioni politiche, con scambio di embarghi, tra Russia e Ue (tensioni tra le quali la Moldova si trova fatalmente in mezzo, sia per le sue espresse simpatie filoccidentali, sia per la sua posizione geografica a ridosso del Mar Nero), ha però presto causato la necessità per i produttori moldavi di trovare a Ovest nuovi mercati di sbocco e di adeguarsi rapidamente agli standard qualitativi delle nostre piazze. Obbiettivo, va detto, raggiunto con sorprendente rapidità, complici forti iniezioni di consulenze e tecnologie italiane.

Oltre ai vitigni internazionali, si coltivano le antiche varietà tradizionali dell’area, le stesse della vicina Romania: Feteasca Alba, Feteasca Regala, Feteasca Neagra e Rara Neagra.

Ecco gli assaggi che più mi sono piaciuti, con una sottolineatura: si tratta di vini che raramente, in vendita diretta, superano i 4 euro a bottiglia.

Asconi Rosè 2017

Da uve Cabernet Sauvignon, è di un bel rosa pallido mattonato, con naso molto pulito e gradevole, frutto intenso ma senza caricature, mentre in bocca è asciutto, agile e sapido. Ottimo prodotto.

Asconi Sol Negru Feteasca Alba 2017

Appena dorato, dà un’immediata nota fresca e aromatica. L’ingresso in bocca è un po’ sfuggente ma poi cresce e si evolve in un gradevole e lungo accento piccante.

 – Rosè de Purcari 2017

Al 50% da uve di Cabernet Sauvignon, al di 25% Merlot e al di 25% Rara Neagra, ricorda per tonalità la polpa del pompelmo rosa. Al naso richiama la fragola matura e i mirtilli, in bocca ha un corpo inatteso che tuttavia non nuoce all’equilibrio.

Purcari Rara Neagra 2016

All’occhio è di un bel rubino chiaro, al naso è asciutto e gentile, fragrante con una lieve nota metallica che non disturba. In bocca è diretto, pieno, piacevole e beverino, ma elegante. Il migliore dei vini assaggiati in Moldova.

Castel Mimi Sauvignon Blanc 2017

Dorato brillante e intenso all’occhio, al naso rivela una vivacità, una pulizia e una fragranza impreviste rispetto allo stile aziendale. Anche in bocca risulta sapido, gradevole ed equilibrato.

Nota finale: anche gli spumanti che ho assaggiato sono risultati meglio delle aspettative. Va detto che pure in Moldova non sono mancati i tentativi di clonare il Prosecco, per ora vanificati da un’efficace azione dipolomatico-commerciale. Il che non mi ha impedito di imbattermi in un “Crisecco”. C’est la vie…
Stefano Tesi


Pubblicato in contemporanea su:

Alta Fedeltà
Lavinium
Luciano Pignataro Wine Blog
Percorsi di Vino
Vinealia
WineSurf

 

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


PROSSIMI APPUNTAMENTI
  1. Bardolino Cru

    30 settembre 2018
  2. Alto Adige in Tour

    6 ottobre 2018 - 8 ottobre 2018
  3. Il vino visto da vicino

    6 ottobre 2018 - 27 ottobre 2018
  4. Miglior sommelier e miglior assaggiatore

    6 ottobre 2018 - 7 ottobre 2018
  5. Bottiglie Aperte 2018

    7 ottobre 2018 - 8 ottobre 2018
  6. Caneve Aperte 2018

    13 ottobre 2018
  7. VDEWS: Villa d’Este Wine Symposium

    8 novembre 2018 - 11 novembre 2018
  8. FIVI: L’OTTAVA EDIZIONE DEL MERCATO DI PIACENZA

    24 novembre 2018 - 25 novembre 2018