Noventa: i vini del marmo

Dobbiamo confessare che la prima volta (era il mese d’aprile o maggio del 2012) che siamo stati in visita a quest’azienda (allora era meglio conosciuta come “Antica Tesa”) l’abbiamo fatto in maniera un poco prevenuta (e sì che durante le lezioni che teniamo si raccomanda sempre ai partecipanti di non essere mai prevenuti su nessun vino, prima d’averlo assaggiato).
Le precedenti degustazioni di vini della Doc Botticino non è che ci avessero particolarmente entusiasmati e la fama di questa storica denominazione bresciana era ormai da tempo appannata.
Ecco invece che abbiamo dovuto completamente ricrederci, vuoi per la cortesia e l’entusiasmo della famiglia Noventa (Alessandra trasmette il suo entusiasmo, e suo padre, Pierangelo, non è da meno), sia per la bellezza dei luoghi (se non si vedono di persona riesce difficile immaginarli), sia per la cura dei vigneti e, non da ultimo per i vini assaggiati.

Siamo ritornati a Botticino Mattina, da NOVENTA, in un’uggiosa (termine desueto ma che rende bene l’idea) giornata di fine febbraio, in occasione della presentazione a ristoratori ed enotecari dei vini aziendali, ed anche questa volta i due vini di punta aziendali, il Pìà de la Tesa ed il Gobbio, hanno lasciato il segno.
Come ha lasciato il segno il gustosissimo Spiedo Bresciano che fungeva da supporto ai vini.

Ma vediamo quest’azienda che conta su dieci ettari vitati sparsi su tre diverse colline, caratterizzare da tre diversi suoli, anche se tutti tendenzialmente marnosi e con calcare in percentuali elevate, e tutti con un buon drenaggio.
La zona è (ormai) assai più famosa per il marmo che non per il vino, e, sotto pochi centimetri di terra (30 – 40 cm) questa pietra fa la sua comparsa.
I vigneti sono allevati in parte a Cordone speronato ed in parte a Guyot, dipende dai vitigni, ovviamente, che meglio s’adattano all’uno o all’altro sistema.
A proposito, siccome in azienda si produce quasi esclusivamente Botticino Doc, i vitigni sono quelli consentiti dal disciplinare di produzione, quindi nulla di alloctono, ma unicamente Barbera, Sangiovese, Marzemino e Schiava Gentile.
La vendemmia (solitamente tardiva, a volte si protrae sino ai primi di novembre) avviene per vigneto, non per varietà (nei vigneti ci sono già le diverse varietà, le lavorazioni sono completamente manuali e la resa è assai bassa.
In cantina si utilizzano lieviti selezionati, a causa della vendemmia tardiva e quindi del freddo che ne consegue, le macerazioni variano dai 15 ai 20 giorni, la fermentazione malolattica avviene spontaneamente in legno, dove il vino sosta per un lungo affinamento che non di rado supera i tre 3 anni.

Ma eccoci ai vini degustati (in realtà ce li siamo anche bevuti, a pranzo):

– Botticino Doc “Colli degli Ulivi” 2013
Il vigneto si trova in località Monte Maddalena, nel comune di Botticino Sera, le uve sono quelle previste dal disciplinare di produzione: Barbera, Sangiovese e Marzemino ed in minor quantità Schiava Gentile.
La vinificazione avviene in acciaio, mentre L’affinamento del vino si svolge parte in barriques e parte in botti di rovere da 7,5 hl e si protrae per circa 36 mesi.

 

 

Il colore è rubino-violaceo luminoso.
Buona l’intensità olfattiva, alcolico, sentori di ciliegia matura, leggera nota pungente (smalto).
Bel frutto, leggera nota speziata, sapido, con bella vena acida, buona la persistenza, leggeri accenni animali. La produzione annuale s’attesta sulle 13mila bottiglie.

– Botticino Doc “Pià de la Tesa”
Il vigneto, situato nel comune di Botticino, si trova a 400 metri d’altitudine, ed ha esposizione sud-est.
le uve sono suddivise tra: Barbera 30%, Sangiovese 30%, Marzemino 30% e 10% Schiava Gentile, il mosto fermenta in acciaio, quindi il vino viene posto in botti di rovere francese dai 7,5 ai 12 ettolitri dove si svolge la fermentazione malolattica e quindi si completa l’affinamento per un periodo di 24 mesi.

Annata 2011
Color granato-rubino, profondo e luminoso.
Buona l’intensità olfattiva, alcolico, note balsamiche e di legno dolce, frutto rosso dolce non leggera speziatura, buona l’eleganza.
Di buona struttura, frutto maturo speziato, confettura, legno percepibile, morbido, liquirizia dolce, spezie dolci, tannini dolci, lunga la persistenza.
Settemila le bottiglie prodotte.

Annata 2007
Nonostante il vino dell’annata 2011 sia ottimo, qui si cambia completamente registro. Il tempo è stato galantuomo ed ha compiuto il suo dovere senza che il vino denotasse cementi, ma, al contrario, gli ha donato una notevole eleganza e complessità, senza peraltro perdere in freschezza.
Si presenta con un color granato-rubino luminoso.
Intenso al naso, elegante, balsamico, mentolato.
Fresco al palato, con una bellissima vena acida, con un bel frutto rosso ancora molto presente, notevole l’equilibrio gustativo, lunghissima la persistenza.
Grande vino.

Botticino Doc “Gobbio” 2011
E’ il vino di punta dell’azienda, le uve: Barbera (40%), Sangiovese (30%), Marzemino (20%) e Schiava Gentile (10%) provengono da un singolo vigneto, posto sulla collina di Gobbio, a 450 metri d’altitudine, i suoli sono marnosi, di terra bianca, con presenza di carbonato di calcio, argilla e sabbia, dove si ritrovano anche dei fossili.
Una piccola parte delle uve Marzemino e Barbera, vengono poste ad appassire, dopo la fermentazione alcolica il vino s’affina in botti di rovere per trentasei mesi.
Color rubino, profondissimo e luminoso.
Intenso al naso, fresco, balsamico, elegante, con buona nota alcolica.
Fresco alla bocca, balsamico, mentolato, di buona struttura e dal bell’equilibrio gustativo, lunghissima la persistenza su note di liquirizia.
Un vino più morbido e balsamico rispetto al Pià de la Tesa, caratteristiche dovute certamente al parziale appassimento delle uve. Notevole la sua qualità complessiva.
Solamente tremila le bottiglie prodotte.
Lorenzo Colombo

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


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