OSPITI DELLA NUOVA ZELANDA

19ᵉ  GIORNATE  ALTOATESINE DEL PINOT NERO:

Degustazione guidata “OSPITI DELLA NUOVA ZELANDA”

Abbiamo partecipato alla 19ma Edizione delle “Giornate Altoatesine del Pinot Nero” che si sono svolte dal 6 all’8 maggio 2017, presso le località di Egna e Montagna in provincia di Bolzano.

E’ proprio in Alto Adige che, il vitigno pinot nero, trova la sua massima espressione sul nostro territorio nazionale, grazie ad un ambiente particolarmente vocato e alla presenza di microaree ad esso espressamente dedicate.

Ne ricordiamo di seguito le più importanti: Mazzon presso Egna, Montagna, Salorno, Cornaiano, l’Oltradige   e la Val Venosta. In queste zone, le notevoli escursioni termiche giornaliere e la particolarità dei suoli, permettono al pinot nero di esprimere tutto il proprio potenziale, affermandosi all’attenzione vitivinicola internazionale.

Del resto, ottenere ottimi risultati con un vitigno non semplice da allevare, come il pinot nero, richiede attenzione e dedizione da parte dei produttori Altoatesini, trasmettendo fascino e prestigio a questo vitigno, certamente una delle varietà più intriganti sia per chi la coltiva che per chi ama degustarla.

Proprio parlando di degustazione, oltre ad aver potuto assaggiare tutti i pinot nero presenti al banco d’assaggio di Domenica 7 maggio presso la sala culturale “HAUS UNTERLAND” a Egna ed i primi dieci vini classificati al “16° Concorso nazionale del pinot nero-annata 2014”, abbiamo preso parte ad una interessantissima degustazione, riservata alla stampa, sui vini da vitigno pinot nero provenienti dalla Nuova Zelanda.

L’incontro si è svolto nella sala culturale ”J.FISCHER” a Montagna, con la presenza dell’enologo e winemaker Jeffrey Chilcott, nativo della nuova Zelanda, e collaboratore dell’Azienda Marchesi di Grèsy (CN) in qualità di relatore; della Console neo zelandese in Milano, Sig.ra Ann Mary Clifford e dei produttori Altoatesini Michela Carlotto e Peter Dipoli, come rappresentanti del comitato organizzatore delle Giornate Altoatesine del pinot nero.

Introducendo la manifestazione, Jeffrey Chilcott, ha voluto fornirci alcuni cenni sulla storia ed i numeri della viticoltura in Nuova Zelanda. Dal 1600 i primi Olandesi arrivarono in queste terre, che già dal 1000 erano abitate dai Maori, infatti AOTEAROA era il nome originario della Nuova Zelanda nella loro lingua.

Ci vollero altri due secoli (1819), per vedere impiantate le prime barbatelle di vite nel nord della nazione, ad  opera del Reverendo Samuel Marsden e solo nel 1833 James Busby produsse il primo vino a Waitangi. Intorno al 1850 nasce la prima zona vitivinicola a Hawke Bay, e nel 1895 l’italiano Romeo Bragato introdusse il concetto di zonazione. Di seguito, purtroppo, ci fu anche in nuova Zelanda il flagello della Fillossera, che distrusse gran parte dei vigneti e dopo di essa, l’epoca del Proibizionismo, non aiutò certo la ripresa della viticoltura. Fra gli anni 1970 e ’80,ci fu un nuovo impulso  per la viticoltura, con la produzione ad Auckland del primo Sauvignon Blanc e la liberalizzazione del mercato.

In pochi anni le Aziende sono cresciute in maniera esponenziale aumentando gli ettari vitati e negli ultimi dieci anni la produzione si è incrementata del 400%. Per quanto riguarda il pinot nero, nel 2016, si sono esportati circa 12,2 milioni di litri, che posizionano questo vitigno subito dietro al grande protagonista della viticoltura neo zelandese: il sauvignon blanc. Come volumi di produzione il pinot nero ha raggiunto le 36.000 tonnellate nel 2016, cioè il 9% della produzione totale neo zelandese e il 6% dell’esportazione verso i paesi esteri. Gli ettari vitati sono passati dai 2.029 del 2002 ai 4.441 del 2007 per raggiungere i 5.519 nel 2016.

Geograficamente, la Nuova Zelanda, comprende l’isola del nord e quella del sud, separate dallo stretto di Cook, con due climi differenti: temperato marittimo fino a quasi subtropicale a nord e più fresco e perturbato a sud. La caratteristica del “grande” potere di irradiazione solare giornaliera, in queste terre, facilita fortemente la maturazione delle uve.

Nell’isola del Nord si distinguono le seguenti zone vitate: NORTHLAND (fertile con suoli di argilla compatta), AUCKLAND (terreno argilloso e basaltico), BAY of PLENTY, GISBORNE (con limo argilloso e sabbioso), HAWKE BAY (terreno vulcanico con argilla, ghiaie e terre rosse), WAIRARAPA (sassoso con terrazze alluvionali calcaree).

Nell’isola del sud il più rinomato è il territorio di MARLBOROUGH caratterizzato da morene glaciali, così come NELSON (sassoso argilloso, qui ci sono le vigne più occidentali, protette dalle montagne) , CANTERBURY (terriccio alluvionale e gesso) WAIPARA e OTAGO (terreno sabbioso con ottimo drenaggio e grandi escursioni termiche, forse i terreni più vocati per il pinot nero).

Ancora sul clima: la Nuova Zelanda beneficia di un clima particolarmente fresco, grazie anche alla sua forma allungata, che risente fortemente dell’influsso dell’oceano. La maturazione delle uve avviene in modo omogeneo, con il risultato di produrre vini ricchi di aroma, colore e di acidità naturale, qualcosa che può essere trovato nell’emisfero nord del mondo solamente in Germania e a quelle  latitudini. L’unica variabile climatica, possono essere le piogge dirompenti che talvolta provocano criticità per la viticoltura.

Sotto la sapiente guida dello stesso Chilcott, ci siamo poi addentrati nella degustazione dei dieci vini che erano stati selezionati, rappresentativi delle zone più vocate per il vitigno pinot nero.

Veniamo alla sintetica descrizione dei vini degustati ed alla loro zona di origine:

ZONA WAIPARA VALLEY – Cabal Vineyard 2015 Pinot nero

Vinificazione a grappolo intero, poi affinamento in barrique francesi per 16 mesi(25% di barrique nuove). Rubino intenso, spiccate note di frutti rossi, con note minerali ben presenti. Molto morbido, vinoso, buona complessità. Molto pulito. 84/100

ZONA MARTINBOROUGH – Gladstone 2014 Pinot nero

Vinificazione tradizionale, poi affinamento in barrique francesi nuove e di secondo passaggio. Rubino molto brillante. Nota alcolica presente, verticale e fresco, frutta in bella evidenza. Bella finezza gustativa, nota di legno percepibile ma elegante. Tannino molto fine e armonico. 85/100

ZONA MARLBOROUGH (isola del sud) – Dog Point Vineyard 2014 Pinot nero

Vinificazione a grappolo intero per un15% delle uve, poi affinamento in barrique per 18 mesi. Rubino intenso, brillante. Note di frutti piccoli rossi(mora ,lampone)molto maturi, intenso al naso,  speziatura piacevole ed elegante. In bocca fragrante e floreale, con finale speziato notevole. 86/100

ZONA MARLBOROUGH – Churton 2013 Pinot nero

Vinificazione con uve diraspate e macerazione di circa un mese; affinamento per 18 mesi in barrique francesi nuove e di secondo passaggio. Annata con primavera molto fresca e maturazione eccellente sino alla vendemmia. Rubino limpido, tendente leggermente al granato. Note di frutta matura, poi esce la parte floreale. Molto verticale, alcol in evidenza, buona struttura, fruttato e floreale, al gusto nota pseudocalorica e tannica molto importante. 83/100

ZONA GISBORNE – Naboth’s Vineyard 2013 Pinot nero

Vino prodotto in biodinamica; uve diraspate e macerazione sulle bucce di 28 giorni. Affinato in barrique di terzo passaggio per 18 mesi. Rubino intenso e limpido. Un po’ chiuso, poi esce la nota floreale, in evidenza nota alcolica. Al gusto molto fresco, poi nota alcolica e fruttata in evidenza. 81/100

ZONA NELSON (isola del sud) – Green Hough 2012 Pinot nero

Vinificazione con diraspatura delle uve, macerazione di 5/6 giorni a temperatura controllata, poi affinamento in barrique francesi per 12 mesi. Annata di intense piogge iniziali, estate precoce fino a febbraio(senza precipitazioni) poi ottima vendemmia ad Aprile. Importante sapere che la vendemmia in Nuova Zelanda, avviene sei mesi prima che in Italia. Rubino molto limpido, riflessi quasi aranciati. Nota alcolica, naso fine con richiamo di fiori secchi, note floreali mature e ricche. Percepibile la nota di legno. In bocca molto armonico, elegante: spezie e frutti maturi, molto piacevole, ottima finezza. Importante. 86/100

ZONA WAIPARA VALLEY – Pegasus Bay 2012 Pinot nero

Vinificazione con diraspatura e macerazione di pochi giorni, affinamento in barrique francesi non precisato. Rubino intenso, note mattonate lievi, limpido. Frutta molto matura, spezie e note di confettura. Molto intenso ed espressivo. Al gusto molto complesso, ottimo corpo, tannini in evidenza ma fini e setosi. Frutta matura con finale di bocca di spezie dolci piacevoli. Molto promettente per longevità. Opulento. 88/100

ZONA MARTINBOROUGH WAIRARAPA – Schubert “Marion’s Vineyard” 2012 Pinot nero

Vinificazione tradizionale con macerazione di 8 giorni sulle bucce, poi affinamento in barrique francesi per 18 mesi. Rubino limpido con sfumature aranciate. Complesso al naso, frutta e spezie mature in risalto. In bocca molto fine ed elegante, riconducibile ai pinot neri Altoatesini. Verticale e fresco. Elegante. 85/100

ZONA CENTRAL OTAGO – Valli Gibbston Vineyard 2011 Pinot nero

Vinificazione con diraspatura e macerazione sulle bucce per 24 giorni; affinamento per 11 mesi in barrique di primo, secondo e terzo passaggio. Zona più meridionale della nuova Zelanda, con maggiore irradiamento solare e terreni alluvionali-ghiaiosi. Rubino intenso e molto carico, colore pieno. Al naso freschezza incredibile, nota vegetale intensa, poi esce frutta e ciliegia sotto spirito. Percepibili note di legno. In bocca buon corpo, tannini ancora da evolvere ma di prospettiva. Frutta piacevole, poi note di cuoio, ciliegia matura e confettura. Molto intenso. Longevo. 84/100

ZONA CENTRAL OTAGO – Quartz Reef 2010 Pinot nero

Vinificazione con diraspatura e affinamento in barrique francesi di secondo passaggio. Rubino brillante e molto limpido, unghia con riflessi quasi gialli. Note di ciliegia matura sotto spirito, fiori appassiti e nota alcolica in evidenza. Legno percepibile ma molto lieve ed armonico. Al gusto molto fresco, rotondo, note di spezie dolci. Corpo eccellente, muscoloso; tannino molto levigato e piacevole. Retrogusto speziato eccezionale. Eccellente. 90/100

Per concludere la nostra esperienza, ci sentiamo di esprimere i nostri complimenti al comitato organizzatore, per aver magistralmente gestito questo evento. L’approccio con i Pinot nero della nuova Zelanda, ha fatto emergere una realtà assolutamente da studiare e sperimentare. Del resto molti produttori, anche provenienti dall’Europa, ci credono. Gli ettari di produzione, destinati al pinot nero, sono passati in 10 anni da 2000 a quasi 6000; le aziende da 420 a più di 700. Dagli anni ’80, quando il vitigno fu importato per la prima volta in Nuova Zelanda, molti piccoli produttori hanno iniziato ad interessarsi a questa varietà e molti altri stanno approcciando: date le enormi possibilità che il territorio concede, non è illusorio aspettarsi in futuro interessanti sperimentazioni e novità.

I vini assaggiati, ci sono sembrati ben equilibrati e specchio delle varie differenze di suoli e climi della Nuova Zelanda. Anche la finezza ci è sembrata un filo conduttore comune, insieme ad una buona abilità nell’utilizzo della barrique. Non da ultimo ci ha colpito l’estrema pulizia riscontrata in tutti i vini presentati. Davvero una bella esperienza.  Alla prossima!
Luca Fumagalli e Michele Colombo

 

 

 

 

 

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


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