Rocce Rosse in verticale

Creatura di Arturo Pellizzati Perego il Sassella Riserva Docg Rocce Rosse nasce nel 1984, su un suolo roccioso, a quattrocento metri d’altitudine, nel cuore della Sassella e prende il nome dal colore di questi massi, resi bruno-rossicci dalla componente ferrosa che li contraddistingue.

Durante il Mercato dei Vini FIVI a Piacenza, lo scorso 26 novembre, abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a questa degustazione verticale di sei annate di quello che uno dei vini più rappresentativi della Valtellina e del suo territorio.

La degustazione è stata guidata a due voci da Christoph Kunzli, titolare dell’azienda Le Piane e da Emanuele Pellizzati Perego che, con la sorella Isabella ed il fratello Guido, gestisce l’azienda valtellinese.

Sono undici i vini nel catalogo di Ar.Pe.Pe. tutti territoriali e tutti prodotti con uve Nebbiolo, quattro di questi provengono dalla sottozona Sassella.
La Riserva Rocce Rosse viene vinificata in tini di legno da 50 ettolitri con una macerazione che si protrae per oltre 40 giorni, l’affinamento ha una durata di almeno quattro anni e si svolge dapprima in botti di legno da 50 ettolitri, quindi in cemento per poi terminare in bottiglia.

Nelle nostre descrizioni troverete ripetitività in molti termini utilizzati, il colore ad esempio, granato scarico in gioventù, pare non risentire degli anni che passano, l’eleganza, aspetto comune a quasi tutte le annate, l’equilibrio gustativo, caratteristica costante anch’essa, la freschezza e la delicatezza, tratti comuni alla maggioranza dei vini assaggiati.

Eccoli dunque:

2009
Color granato scarico con unghia aranciata.
Buona l’intensità olfattiva, sentori di fiori appassiti e spezie dolci, accenni di confettura.
Fresco al palato, sapido, verticale, asciutto, con bella trama tannica e spiccata vena acida, si colgono accenni di liquirizia e note di confettura di marasche, lunga la persistenza.

2007
Granato scarico, unghia aranciata.
Bel naso, molto elegante, balsamico con un bel frutto rosso, speziatura delicata e sentori di fiori appassiti.
Fresco, verticale, sapido, con bellissima trama tannica e buona vena acida, esemplare l’equilibrio tra le varie componenti, lunga la persistenza.
E’, assieme alla 2002, l’annata che abbiamo preferito.

2005
Granato scarico con unghia aranciata.
Discreta l’intensità olfattiva, bellissimo il frutto, balsamicità in evidenza, elegantissimo.
Fresco e minerale, verticale, notevole l’equilibrio gustativo.

2002
Granato-aranciato scarico.
Delicato al naso, elegantissimo, equilibrato, frutta secca.
Sapido, con bella trama tannica e buona vena acida, lunghissima la persistenza su accenni di caffè. 90-91

2001
Granato-aranciato scarico, luminoso.
Non molto intenso al naso ma molto elegante, sentori di liquirizia.
Bella la trama tannica, sapido, elegante, sentori di liquirizia, tannini un poco duri.

1996
Granato-mattonato.
Intenso al naso, complesso, balsamico, con accenni di rabarbaro, spezie dolci, liquirizia e tintura di iodio.
Di media struttura, ancora molto fresco, lunga la persistenza e buona l’eleganza.
Porta in maniera splendida i suoi oltre vent’anni.
Lorenzo Colombo

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


PROSSIMI APPUNTAMENTI
  1. Alto Adige in Tour

    6 ottobre 2018 - 8 ottobre 2018
  2. Bottiglie Aperte 2018

    7 ottobre 2018 - 8 ottobre 2018
  3. FIVI: L’OTTAVA EDIZIONE DEL MERCATO DI PIACENZA

    24 novembre 2018 - 25 novembre 2018