Un viaggio tra i bicchieri

Questo bicchiere è sicuramente adatto a tutte le bollicine, dal FRANCIACORTA allo CHAMPAGNE, da un METODO CLASSICO ai tanti ottimi SPUMANTI che nascono anche nel nostro Paese. Il flûte (o la flûte, come qualcuno preferisce) è l’ideale per questa tipologia di vino che permette di esaltarne ogni caratteristica, dal perlage ai profumi. Nell’immagine riportiamo una flûte un poco più “panciuta” di quanto sia più facile ritrovare in commercio, nelle enoteche o nei ristoranti: si tratta di un bicchiere particolarmente adatto alle bollicine più “mature”, che abbiano qualche anno di afinamento…

 

 

 

Un bel bicchiere con una forma che ci piace molto e che ­ a nostro avviso ­ lo porta a essere una buona soluzione standard per i vini bianchi. Se potete permettervi il “lusso” e il piacere di poter avere due bicchieri per i bianchi tenete presente che questo ha una maggiore vocazione è per vini bianchi più freschi, giovani, “profumati” e/o minerali, accompagnati da una buona acidità. Per intenderci vini che nascono da vitigni come SAUVIGNON, RIESLING, GRÜNER VELTLINER, VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO, sempre tenendo presente che da ciacuno di questi vitigni possono essere ricavati vini molto diversi da loro…

 

 

 

Rimaniamo in tema di vini bianchi con un altro bicchiere che ci piace molto e che riteniamo un’ottima scelta standard per i bianchi. Se però siete tra quelli che non devono scegliere tra questi e il precedente e optate per avere due bicchieri da vino bianco sappiate che questo dovreste riservarlo a vini più “pieni”, di maggior corpo, magari con qualche anno alle spalle (così contribuite anche a dare una spallata alla idiozia che vuole i bianchi come dei vini da bere entro l’anno di produzione).
I grandi produttori di bicchieri consigliano di suarlo per vini che nascono da vitigni come i PINOT, i TREBBIANI, la RIBOLLA GIALLA, lo CHASSELAS, il CORTESE, le MALVASIE e i MÜLLER THURGAU, solo per citare qualche esempio che sarà arrichhito e/o modificato dalle esperienze personali di ciascuno.

 

Un bicchiere che riteniamo “superfluo”, a dire il vero, a meno che ­ a dispetto del fatto che sia stato progettato per i VINI ROSATI ­ non vi concediate la “leggerezza” di utilizzarlo per vini dolci o passiti. Una forma che può, sempre a nostro avviso, essere “adattata” a diversi usi se ve lo trovate nel mobile del soggiorno…

 

 

 

 

Questo è il bicchiere consigliato per i vini rossi leggeri, come il BEAUJOLAIS, il LAMBRUSCO, il GRIGNOLINO, il GAMAY… a patto che siano vinificati “con leggerezza”, altrimenti…

 

 

 

 

Un bel bicchiere, per “bei” vini. Una forma adatta per molti utilizzi (ma non fateci dire che noi in questi bicchieri ci beviamo anche bianchi di grande importanza o champagnae “datati”) ma che si sposa alla perfezione con rossi importanti, maturi, con una certa morbidezza. Stiamo parlando di vini ottenuti dalle uve PRIMITIVO, MONTEPULCIANO, MERLOT, CABERNET FRANC e SAUVIGNON, SANGIOVESE

 

 

 

 

Superfluo sottolineare che stiamo entando nelle famiglie dei contenitori adatti a certi vini, vini che per la loro provenienza, per il processo di vinificazione da cui sono nati, per la loro composizione vogliono una presentazione e un contatto con l’aria “importante”. MERLOT, CABERNET FRANC e SAUVIGNON sono i vini ­ sempre a patto di parlare di una determinata qualità, ovviamente…

 

 

 

 

Vini rossi di corpo, “robusti”, importanti, con un buon tenore di tannini e una acidità presente. Questa forma permette di “omogeneizzare” i componenti gusto-olfattivi evidenziando maggiormente il frutto. Il bicchiere ideale per i grandi vini che nascono da vitigni che hanno le carte in regola per essere il punto di partenza di grandi vini: SYRAH, PINOT NERO, GRENACHE, NEBBIOLO.

 

 

 

 

 

Un disegno che non lascia dubbi, ovvero la coppa per il MOSCATO.

 

 

 

Un bicchiere che in molti giudicano essere il più adatto per vini come il SAUTERNES. Una sciccheria per chi ha una capace cristalliera, tenendo presente che questa forma particolare potrebbe essere sperimentata anche con altri vini… Anche perché chi si trova in tavola un oggetto di questo genere si predispone immediatamente al piacere di ciò che vi assaggerà.

 

 

 

 

Il bicchiere per lo SHERRY, ma che potete utilizzare con grande soddisfazione per molti vini dolci di “spessore”.

 

 

 

Se volete bere un buon PORTO come Dio comanda ­ magari non quelli che vanno bene per cucinare, ma quelli che vale la pena di bere ­ questo bicchiere vi darà senz’altro una mano.
È chiaro che anche in questo caso ci sono diversi vini “da meditazione” che possono trovare ospitalità in questa forma.

 

 

 

 

Carlo Macchi Andrea Petrini Roberto Giuliani Luciano Pignataro Sefano Tesi Kyle Phillips Lorenzo Colombo Angelo Peretti


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